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Friday, March 23, 2012

eQy-Li-BRIO

Mi sento leggermente storto, mentre il mondo rimane dritto ed immutabile. Quando cammino faccio fatica, i piedi non sono perpendicolari al terreno, inciampo spesso e facilmente...  E poi, che imbarazzo incontrare altri per strada, che mi guardano come se fossi strano... beh, strano lo sono, in fondo...
Faccio fatica a camminare per le strade strette, per alcune proprio non passo. Dovrei raddrizzarmi, ma non ci riesco, non posso.
E camminare diventa sempre più faticoso...Anche mantenere l'equilibrio, rischio sempre di cadere! Ah, e sicuramente consumerò una scarpa più di quell'altra! Che seccatura!
Non vedo nulla nella giusta prospettiva, sono inclinato rispetto a tutto e tutti. Anche la legge di gravità mi tira leggermente di lato...
Mi sento sbilenco... Meglio allontanarmi dal centro abitato.
Però... ora che lo noto... gli uccelli volano ancora SOPRA la mia testa... SOPRA, non inclinati di un qualche angolo. Anche gli alberi mi appaiono dritti. Allora non sono io l'unico inclinato?
Eppure ancora le persone che incontro e non mi salutano, mi sembrano dritte... cioè inclinate... cioè, si, dritte ma inclinate rispetto a me, o meglio, io sono inclinato rispetto a loro!
Eppure...
Eppure mi coglie un sospetto. E se fossi io quello dritto, e fossero loro quelli storti?








Monday, July 11, 2011

Quando sarò capace di AMARE

Quando sarò capace d'amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mio padre
né di far l'amore con mia madre in sogno.

Quando sarò capace d'amare
con la mia donna non avrò nemmeno
la prepotenza e la fragilità
di un uomo bambino.

Quando sarò capace d'amare
vorrò una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensiero.

Vorrò una donna che se io accarezzo
una poltrona, un libro o una rosa
lei avrebbe voglia di essere solo
quella cosa.

Quando sarò capace d'amare
vorrò una donna che non cambi mai
ma dalle grandi alle piccole cose
tutto avrà un senso perché esiste lei.

Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero
non come quando io ragiono
ma come quando respiro.

Quando sarò capace d'amare
farò l'amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene.

E nel silenzio delle notti
con gli occhi stanchi e l'animo gioioso
percepire che anche il sonno è vita
e non riposo.

Quando sarò capace d'amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse alcun appuntamento
col dovere

un amore senza sensi di colpa
senza alcun rimorso
egoista e naturale come un fiume
che fa il suo corso.

Senza cattive o buone azioni
senza altre strane deviazioni
che se anche il fiume le potesse avere
andrebbe sempre al mare.

Così vorrei amare.

Giorgio Gaber

...O forse già so amare ma non lo sanno fare gli altri... Non lo so.
So che non mi piace l'"amare" che fa rima con "dovere", che a volte voglio "dimostrare" quanto amo, e amo con la testa invece che con il cuore, quindi non amo.
So che amo a volte come un bambino, a volte come un uomo
e che devo imparare ad amare.

Questo è uno degli auguri più belli che mi abbiano mai fatto:
"Che tu possa amare ogni cosa su cui il tuo sguardo si posa"

...so che ancora sono molto lontano da ciò.

Monday, February 14, 2011

IdO n_t mI ss U

La libertà di scelta è davvero molto limitata.
A volte puoi solo scegliere in che maniera farti male, perchè il male non è davvero evitabile.
La notte è così silenziosa che la voce dentro la propria testa è l'unico rumore udibile, e per questo il frastuono che fa è assordante. I pensieri cadono pesanti come le ultime gocce di un temporale dai rami degli alberi spogli, e quando toccano terra si spezzano in frammenti aguzzi e minuscoli, impossibili da evitare.
Impossibile non farsi male.
Non è vero che mi manchi. I don't miss you.

Friday, August 14, 2009

Rimpianti

In questa calda ed afosa sera d'estate i pensieri sono immobili e stantii come l'aria, ed altrettanto opprimenti.
Nostalgia, ricordi, rimpianti, tutto resta fermo. E mentre respiro aria calda e densa, mi sembra di respirare quelle stesse immagini e sensazioni, come immerso in un mare tiepido e torbido, e che siano queste ad entrare nei miei polmoni ed a rendermi il respiro difficoltoso.
Stasera non si ride.

Come devo dirtelo che sei tu e sempre tu
Da troppo tempo a questa parte
A governare la direzione dei miei pensieri
Ed anche se queste parole sono inutili
Perché non le leggerai mai
Io le grido alla notte comunque
Non ho più spazio per tenerle dentro.
Sarai in mille posti ora
Ma uno solo conta in realtà:
Non sei qui, non sei accanto a me
Ma riempi ancora quello spazio
Che non vorrei mai restasse vuoto.
Se sapessi come poterti far uscire
Da un ricordo e farti vivere
Avrei una speranza a tenermi in piedi.
Invece mi piego alle leggi del mondo
E resto solo
Coi miei rimpianti.

Monday, July 06, 2009

LucEOmbRa

Luce
Non la vediamo, eppure ci permette di vedere. E' invisibile, ma quando rimbalza sugli oggetti prende i loro colori e ce li porta, rende visibili le cose intorno a noi. Silenziosa, efficiente, non ci facciamo nemmeno caso tanto il suo lavoro è cosa normale per noi.

Buio
Sarebbe ancora più normale della luce. La luce è una perturbazione in una situazione di quiete rappresentata dal buio; l'assenza di luce è buio, ma del buio siamo spaventati, della luce no.
Che cosa strana..
Il buio è il vuoto più completo, la solitudine più assoluta, poichè anche se la luce ci fosse, ma mancassero i corpi su cui possa riflettersi, cosa potremmo vedere?


Cerco il buio, cerco la quiete, il silenzio, la mancanza di luce come la mancanza di suono, ma non riesco ad allontanarmi da me stesso.

Sunday, April 05, 2009

MoMeNti

Alcuni arrivano sempre troppo presto
alcuni arrivano sempre troppo tardi
altri non arrivano mai.
Momenti, istanti in cui la vita
si presenta nuda e cruda
ma visibile solo a pochi.
Lasciatemi annegare nel mare dolciastro
del passato pieno di rimorsi
una morte lenta e dolce
- ma si può uccidere ciò che è passato?
Da qualche parte mi manchi ancora.

Monday, March 02, 2009

MuerteMorteDeathTotenDød

La Vita è una malattia a trasmissione sessuale che conduce inevitabilmente alla Morte. Il primo sintomo è la nascita..

Dalla Vita non si esce vivi.

La Morte è il modo che la Vita ha di dirti: "sei licenziato".

E se fosse la Morte il vero Inizio?

La Morte, per l'uomo, è di vitale importanza.

Non aver paura della Morte. Abbi paura della Vita.

La Morte, qualcuno dice, è un salto nel buio. Io ho una torcia elettrica sempre con me.

La Morte è un aspetto della Vita poco conosciuto. Piuttosto, nessuno è mai tornato indietro per parlarcene..

La Morte è un sogno che si comincia quando ci addormentiamo per l'ultima volta.

Continuare a vivere è semplice. Basta svegliarsi esattamente lo stesso numero di volte che ci si è addormentati.. basta anche uno di meno e si è finiti.

Finchè vivi non puoi morire.

Non si Muore mai quando si vorrebbe, ma solo quando si può.

Diciamo di ammazzare il tempo come se, purtroppo, non fosse il tempo ad ammazzare noi...

Nella Vita l'unica cosa certa è la Morte. Che tra l'altro è l'unica cosa di cui non sappiamo nulla di certo.

Perchè suicidarsi? Basta aspettare...

Quando la morte busserà alla mia porta, spero di non essere in casa.


Se la Morte è solo un sogno, spero di non addormentarmi mai.
Se la Vita è solo un sogno spero di non svegliarmi mai.
Se entrambe sono sogni.. spe.. cavolo..
E se nessuna delle due lo fosse?
MAVVAFF.....


A.A.V.V.




Tuesday, December 23, 2008

Meglio SOLE che male accompagnate

Ce l'ho col sole ultimamente.
Sarà che si vede poco in questi giorni, sempre coperto o dalle nuvole che portano pioggia o dalla nebbia.
Sarà che non riesco a trovare il sole nemmeno dentro la stanza, non so più dove l'ho messo..
Ho spostato la bolla del pesce solubile, il frigo, il forno, i mobili, gli immobili no perchè non si spostano. Insomma, alla fine non ricordavo più dove stavano tutte ste cose e ho rifatto la stanza da capo. Più o meno è tutto come prima.. credo.. boh? Cioè, no, dopo che le muovi, le cose non sono più come prima, anche se cerchi di rimetterle a posto esattamente come prima che le spostassi.. Accidenti quanta roba avevo.. Qualcosa ho dovuto eliminarlo, non c'era più spazio..
E' incredibile come la stanza sembri più piccola.. o è la vita che è sempre più piccola di quello che ci capita?
Comunque il sole non si trova.. Continuo a cercarlo.
Ogni tanto un raggio o due spuntano dalle nubi, proiettano luce, ma è solo un'illusione, nel giro di pochi secondi rispariscono. Ho provato a chiudere la finestra dopo che erano entrati, ma sono stati più veloci di me a tornare indietro.. e credo mi abbiano anche fatto qualche gestaccio mentre si allontanavano. I raggi solari intendo.
Ancora, del sole, nemmeno l'ombra..

Wednesday, October 22, 2008

AstinENZA da (..v.u.O.t.O..)

Senza niente intorno è facile galleggiare. Nulla che ti si aggrappi addosso, nulla che ti trascini verso il basso. Non c'è nemmeno un basso verso cui essere trascinati. Ah, no, eccolo. E' Robert, 1metroe20 di simpatia, ma non centra con quello che intendo.
E' il desiderio di stare nel nulla più assoluto, di respirare il nulla (non respirare è lo stesso?) di sentire sulla pelle il nulla più assoluto, la pace dei sensi, poichè non c'è nulla che possa stimolarli.
E' un richiamo fortissimo, irresistibile, una morsa che prende le viscere e le lacera, una serie di spasmi che lasciano l'anima piegata in due a contorcersi dentro di te.
Il vuoto a portata di mano sarebbe la salvezza. Ma dove lo trovi il vuoto se non dentro te stesso?
Potresti ripiegarti su te stesso, cercando di riempire il vuoto, di entrare in esso, oppure cercando di far uscire quel nulla e di lasciarsi andare alla deriva, ma non puoi, perchè devi guardarti dentro per farlo ed accettare il vuoto che ti riempie. Ma tu vuoi il vuoto fuori per non sentire il
vuoto dentro.
E' una crisi d'astinenza di vuoto, arriva, ti prende, la subisci quando c'è decisamente TROPPO che ti assale da ogni parte, senza tregua, e desideri, brami che non ci fosse. NULLA.
Datemi del nulla, lasciatemi fuggire nel vuoto più assoluto.

Monday, October 20, 2008

veloCitàTERminALE!


Un passo nel vuoto e poi giù. Non hai nemmeno il tempo di vedere cosa ti passa accanto, vedi solo dove stai andando, e si avvicina sempre di più.
L'aria graffia la faccia, mentre cadi sempre più velocemente, sempre più velocemente. Te ne accorgi perchè il suolo si avvicina sempre più velocemente, le macchiette scure diventano sempre più grandi, e presto ne distingui tutti i dettagli.
Sempre più veloce. Ancora più veloce. Ancor di più. Poi l'aria ti frena. Ti afferra per i vestiti e impedisce che la tua velocità aumenti ulteriormente. Potresti essere un pianoforte, ma non cambierebbe nulla. Più veloce di così non puoi andare. Non resta che attendere di giungere a destinazione.

Tuesday, October 14, 2008

hypotHetical

E se le domande ipotetiche non esistessero?
Probabilmente nessuno sarebbe più curioso. Nemmeno io. E smetterei di chiedermi cosa ci sta di la da quella porta sempre chiusa. Ogni tanto sogno.. sogno che sono dall'altra parte della porta, ma più che un sogno mi sembra un ricordo. Un ricordo che non ricordo, un'amnesia. Sono sicuro di aver sofferto di amnesia una volta.. o due.. Boh?
Rimango a fissare la porta cercando una risposta.. Ma sopra quella dannata non c'è scritto nulla, nemmeno in piccolo.. Accidenti.
Che poi oggi ho solo due cose che avevo previsto di fare: questa ed annoiarmi, ma non ho voglia di annoiarmi. Quindi smetto di cercare la risposta e salgo sul tetto, dai gargoyles.
Chiacchierano come al solito, quando non piove..
Rimango ad ascoltarli. Mi notano, mi salutano, continuano. Non entro nella conversazione.. A parte che non vedo ingressi, ma mi sembrerebbe maleducato, le mie scarpe sono infangate e rischierei di sporcarla.
Quassù è un bel posto per riflettere.. Ci passo un sacco di tempo riflettendo sulle domande importanti, tipo: esiste un'altra parola per dire "Sinonimo"?
Ok, non sempre trovo una risposta, i posti in cui cercare sono pochi e pieni di confusione (ma quella non la cerco mai), quindi dopo un po lascio perdere.. In quei casi mi sento sconfitto, fallito..

..E se una volta cercassi di riuscire a fallire?

Tuesday, October 07, 2008

tRauMA

Dolore e Sale.
Il dolore ci punisce tramutandoci in sale quando ci fermiamo e lo fissiamo.
La trasformazione comincia dal petto, dal cuore, e si propaga fino alle estremità, tanto che non riusciamo più a muoverci. Basta un piccolo urto, poi, per farci andare in pezzi.Il sale è lo stesso che da sapore alle lacrime che non versiamo.
Ci invade, ci prosciuga e ci trasforma in altro sale.
Bisogna andare avanti, senza fermarsi, senza guardare. Avanti.
E' un labirinto dalle pareti di vetro tagliente da cui non riusciamo ad uscire.
Desideri, speranze, passioni, ogni cosa può colpirci così forte da farci diventare di sale, ogni cosa.
Prima un brivido di freddo. Sentiamo il sangue che si ritrae dal nostro corpo. Poi il sale, che avanza, inarrestabile, finchè ogni nostra cellula non è cristallizzata.
Non è indolore, ma il dolore arriva dopo.
Non guardare indietro:
è il modo per non restare di sale.

Sunday, September 28, 2008

Do'Mani


Domani è maschio o femmina?

Perchè bisogna essere precisi, fosse solo per correttezza grammaticale.
E' una domanda così' fondamentale che la metto al centro della pagina in cima, e la evidenzio pure.
Cerco la risposta a questa domanda sul fondo della padella antiaderente che sto pulendo: se qualcuno ci ha visto una figura sacra, perchè non posso trovarci io la risposta?
Leggo le linee del sapone che cola ed intanto penso: maschio o femmina?
Domani sembrerebbe maschio, per il vocabolario, ma a seconda della lingua pare cambiare sesso.
Per esempio, Mañana è femminile.
La spugna cerca di lavar via l'unto dalla pentola come fossero i miei dubbi.
Ecco il lampo, l'illuminazione! Una cosa che cambia sesso..
La soluzione è semplice: Domani è un trans!
Però mi restano dei dubbi.. Cioè, può una domanda così complessa avere una risposta così semplice? Massì, di che mi preoccupo? Domani avrò la soluzione.
Finisco di lavare la padella, la asciugo e faccio tutto questo con un sorriso.

Tuesday, September 23, 2008

UnaPersonAllaVolta

Tanto tempo fa visse un saggio che disse qualche cosa di importante e rivelatorio. Peccato che non mi ricordi cosa disse, esattamente. E a vedere come va il mondo fuori da questa finestra, probabilmente non sono l'unico a non ricordare.
Si, perchè solitamente le frasi dei saggi sono frasi che quando le senti dici:"Cavolo, è vero! Devo cambiare, ho sbagliato" e banalità simili.. Ma sono cose che se davvero applicate potrebbero cambiare davvero il mondo, una persona alla volta.
Invece sembra che le cose si ripetano ogni giorno uguali. Cambia solo il clima sotto cui accadono.. e a volte nemmeno quello..
Cosa fare per trovare un po d'ombra? Pianto un'albero ed aspetto che cresca. Oppure potrei semplicemente entrare in casa, ma in quel caso non pianterei l'albero.
Oppure potrei piantare l'albero ed entrare in casa dopo, così non prendo troppo sole aspettando che quello cresca.
Con il vantaggio che quando piovetuonaefulmina, stare in casa ti ripara, mentre stare sotto un albero è pericoloso. Ma solo se non ti piace l'effetto bagnatoappiccicoso della pioggia sui vestiti. Per non sentire l'effetto bagnatoappiccicoso basta togliersi i vestiti e sentire la pioggia sulla pelle. Con l'ulteriore vantaggio di pulirsi.. Tra l'altro, la pioggia contribuirebbe pure a far crescere l'albero che abbiamo piantato in precedenza, quindi.. Perchè entrare in casa?
La risposta sta nel frigorifero.

Thursday, August 21, 2008

FluId thINKing

..che poi quando senti davvero la corrente portarti via è come se tu diventassi una bustina di idrolitina sciolta in una bottiglia d'acqua agitata dalle mani callose e forti del nonno prima di essere versata nel bicchiere a cui verrà aggiunto un goccio di vino per poi essere gettato tutto quanto nell'acquaio perchè il risultato fa schifo..
Così è disciogliersi nel pensiero. I muscoli diventano cera di candela sotto una fiamma,le ossa diventano calcio liquido che scorre in invisibili labirinti.
I pensieri diventano la sola cosa istantaneamente emergente
il liquido in cui tutto si discioglie
la corrente che tutto porta via
nera che picchia forte che butta giù le porte
(nu l'è l'aegua ch'à fá baggiá imbaggiâ imbaggiâ)
tranne quella che mi tiene fuori da tutto e dentro tutto il resto
l'uomo è solubile nel suo pensiero
come un pesce che non può sopravvivere nel proprio ambiente naturale
e in realtà non fa nemmeno in tempo ad accorgersene
ma pensa il povero predatore che dovrebbe nutrirsi di tali pesci
estinto prima ancora di essere riuscito a procreare la propria razza.
E tutto si riduce ad un nulla di fatto,
onanismo mentale
tutto scompare, resta solo il pensiero
ma tanto è un pensiero stupido.

Tuesday, November 20, 2007

Variazione sul temA

:-)
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:-)
:-)
:-)
:-(
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:-)
:-)
:-)
:-)

Wednesday, November 14, 2007

dOMANdE (con le D minuscole)

Le domande che l'uomo (ma a volte anche la donna) si è fatto nel corso del tempo sono sempre le stesse: "Chi siamo?", "Da dove veniamo?", "Dove stiamo andando?", "Ma questo vento mi scompiglierà i capelli?" (quest'ultima domanda soprattutto le donne); e le risposte sono state le più differenti, sebbene simili sotto molti punti di vista.
A parte che ho sempre pensato che le prime 3 domande fossero dovute alla cattiva memoria dei cosiddetti pensatori, io non è che possa andare da molte parti. In fondo, il mondo è limitato.
con l'immaginazione invece è tutta un'altra faccenda. Essa stessa si pone limiti invalicabili, e poi si fa queste domande perchè non ricorda più a cosa stava pensando.. E le risposte che si da, sono spesso insoddisfacenti.
Ma a che serve farsi domande?
Qualcuno disse, che farsi domande è la prova che esistiamo, ma quando mi chiedo "Che c'è per cena", so già che esisto a causa del brontolio del mio stomaco, assai più concreto di qualunque domanda..
Meglio non farsene, quindi, non si sa mai cosa potrebbero risponderti.. A meno ovviamente di non farsi domande per mestiere, che allora si che è meglio farsene. E poi c'è chi, ancora meglio, FA domande per mestiere, così non deve fare nemmeno la fatica di rispondersi.. e solo a volte fa la fatica di verificare se le risposte siano corrette.. Comodo.
Io invece non ho molto altro da fare qui. Il tempo libero lo passo a farmi domande e a trovare le risposte.. Un po come se giocassi a Trivial Pursuit.. Il difficile dopo un po è farsi domande che non so.. come quando mi racconto barzellette.. Dopo un po smetto di ridere perchè le so già..
E mai contare sul senso dell'umorismo di un gargoyle.. si rimarrebbe di sasso.

Tuesday, October 30, 2007

e(O)RRoRe

Tutto è frutto di un errore.
La vita avanza per errori, l'evoluzione anche.
Questa stessa stanza è un errore, il Manicomio è un errore gigantesco..
Si nasce per errore, per errore si muore.
Io sono frutto dell'errore, lo stesso universo lo è.
Pensate al Big Bang, questa grande esplosione.
Ma vi pare che un'esplosione sia naturale?
Le esplosioni avvengono perchè si lascia il gas acceso.. per errore appunto. Invece li c'era solo un gran paciugo e poi.. BOOOOM! E via!
E' quando qualcosa non va che la vita prende sapore.. Beh, in realtà diventa solo un po più difficile, e la dimensione dell'"un po" dipende dalla dimensione dell'errore.
In più gli errori lievitano.
Se si fa l'errore di non porvi rimedio subito, si ingigantiscono, e dopo dienta assai difficile rimediare.
Ad esempio i Gargoyle.
Se non avessi fatto l'errore di ascoltarli la prima volta, ora non mi troverei costretto a conviverci!
La cosa brutta è che di errori se ne fanno di continuo.. per errore, certamente, ma non è possibile non sbagliare almeno un po.
Bisogna solo stare attenti a che gli Errori non diventino Orrori

Wednesday, October 24, 2007

JumPing

La cosa più bella sono le correnti d'aria che salgono dal basso che ti soffiano in faccia.
I vestiti si gonfiano, i capelli si scapigliano, i pensieri si spensierano.
Poi guardi giù e vedi.
Non vedi "qualcosa", ma "vedi".
Tutto appare più chiaro, per una volta vedi oltre i tuoi piedi.
E ti sembra che l'aria possa sollevarti, farti volare, portarti in alto con se finchè avrà forza.
Ma la forza non basta, e rimani comunque ancorato a terra.
Però può accadere che a decollare siano i tuoi pensieri, come se fossero legati ad un aquilone con un filo invisibile: l'aria sale, rapisce l'aquilone che si porta dietro quello che hai nella testa.
Tu invece rischi di andare verso il basso, inseguendo quei tuoi pensieri troppo pesanti per essere portati via da un aquilone.
Ma in realtà cosa ci sia la sotto non lo sai.
Forse i pensieri pesanti di ognuno, forse nulla, solo un nero compatto e impenetrabile in cui si finisce per andare alla deriva.
Quindi rimani li, indeciso tra il saltare e il non saltare, in mezzo tra i pensieri che salgono e quelli che scendono..



Sunday, October 21, 2007

VIVere tUttE le mAttINe

"Come ci sente ad essere vivi?"
Che strana domanda.
Sono 3 giorni che sto sdraiato qui e ci penso.. Come ci si sente ad essere vivi?
Ecco, la verità è che non lo so.
Mi sento vivo?
Sono mai stato vivo?
Io so di essere vivo, ne sono sicuro, ma cosa risponderebbe il personaggio di un romanzo alla stessa domanda?
E se fossi anche io il personaggio partorito dalla mente di qualcuno?
Ma se guardo fuori dalla finestra, sento il vento accarezzarmi la pelle e i capelli, sento gli uccellini cinguettare, sento i castori rosa sfrecciare.. Perchè non dovrei essere vivo?
Poi, negli ultimi giorni non ho fatto altro che vegetare, quindi forse poi tanto vivo non lo sono stato.
Ma il resto dei giorni si.
Sono vivo perchè posso morire. Ovviamente, il percorso inverso sarebbe assai più difficile.. E se poi morissi non potrei più essere vivo.
Ma che sensazioni mi da essere vivo?
Cosa mi dice di particolare?
E che differenza ci sarebbe dall'essere morto?
Siccome non sono mai stato morto prima, non posso saperlo.. Sarei curioso di tentare, ma accidenti, mica si muore tutte le mattine, no?
A dire il vero, un sacco di gente non muore tutte le mattine, ma sai, basta una volta sola e resti fregato, dicono alcuni più saggi di me.
Oggi ho fatto la stessa domanda ai gargoyle. Come ci si sente ad essere vivi.
E cosa mi hanno risposto?
"Una merda.."
Fa riflettere..