Thursday, June 18, 2009

darkNESS


Don't turn away
I pray you've heard the words I've spoken
Dare to believe, over one last time, then I let the

Darkness cover me
Deny everything
Slowly walk away to breathe again
On my own

Carry me away
I'll need your strength to get me through this
Dare to believe, over one last time, then I let the

Darkness cover me
Deny everything
Slowly walk away to breathe again
On my own
On my own
On my own
On my own
On my own

Dare to believe, over one last time, then I let the

Darkness cover me
Deny everything
Slowly walk away to breathe again
On my own
On my own

Disturbed

Sunday, May 17, 2009

SEnSoSpitE

Alcune notti il sonno giunge tardi, tanto che ormai è mattina e non vale più la pena chiudere gli occhi, così passo tutto il tempo a fissare il soffitto di pietra nella fievole luce che entra dalla finestra.
Oppure mi alzo, seccato dall'inutilità del rimanere sdraiati e guardo fuori verso questo mondo che è a due passi ma che non conosco bene..
In fondo non è il mio. Il mio mondo è delimitato da sei pareti, una porta ed una finestra, in tutti gli altri mondi sono ospite, di passaggio.
Così gli esseri che vivono in questi mondi sono di passaggio per me, come io lo sono per loro, un incrocio delle strade della vita che in pochi istanti vengono superati perchè il viaggio continua.
Ogni tanto ho ospiti anche qui dentro, vengono a trovarmi oppure a trovare la stanza stessa, non è sempre chiaro, e anche allora, sebbene il mondo sia il mio, io sono solo "di passaggio" per loro, solo un elemento che si confonde con lo sfondo, così come le ombre dei rami degli alberi qui di fronte illuminati dalla luna calante che le proietta contro la parete, si confondono con le ombre della stanza, tanto da risultare indistinguibili, finchè una folata di vento non li fa muovere e allora acquistano senso.
Vorrei che tutto avesse un senso,
vorrei averlo anche io un senso.
Indipendentemente dalle folate di vento.

Thursday, May 07, 2009

pensieri al Vento

Penso un tempo di essere stato capace di volare, solo che ora l'ho dimenticato.
E' la sensazione che provo camminando all'aperto. Apro le braccia e tendo il corpo verso l'alto, inarcandolo alla corrente e aspettando di essere sollevato..invano..
Così riappoggio i talloni al suolo con la sensazione di essermi dimenticato un passaggio fondamentale nella sequenza di azioni e movimenti propedeutici al volo.. Manca qualcosa, ma vai a ricordarti cosa..
Aria ce n'è.. ecco, forse la forma poco aerodinamica..beh, no, prima non era un problema, mi sembra di ricordare.. Cosa allora? Forse la pesantezza della testa.. il corpo si sente così leggero!
Eppure i pensieri dentro la testa sono gli unici che riescono a volare. Ecco, magari lo fanno proprio perchè lasciano la zavorra nella testa. Però aprire la testa per controllare è fuori discussione. Altre soluzioni?
Mentre penso, capisco che forse sono questi i pensieri che appesantiscono la testa, e sospirando mi rassegno a camminare ancora un altro po...

Tuesday, May 05, 2009

Iter Impius

E' passato Daniel qui e ci ha deliziato con una canzone.. L'ho registrata per l'occasione, eccovela QUI

I woke up today
Expecting to find all that I sought
And climb the mountains of the life I bought
Finally I'm at the top of every hierarchy
Unfortunately there is no one left
But me

I woke up today
To a world that's ground to dust, dirt and stone
I'm the king upon this withering throne
I ruled every forest, every mountain, every sea
Now there're but ruins left to rule for me
And... you see, it beckons me;
Life turned its back on us
How could you just agree?
...how? I just don't see...

I woke up today
To a world devoid of forests and trees
Drained of every ocean, every sea
Just like a useless brick upon the shore
The morning after the storm
That swept the bridge away
Relentless tide
No anger
Just this relentless time
That calls us all on
But...

I'm never crossing that line
Leaving this world behind
I will stay on my own
On this bloodstained throne
I rule the ruins and wrecks
And the dust, dirt and stone
I rule rage rod and rattling of bones

I am on my own
I am all alone
Everything is gone
Stuck forever here
Already cold

I'm never crossing that line
Leaving this world behind
I will stay on my own
On this bloodstained throne...

I'm never crossing that line
Leaving this world behind
I will stay on my own
On this bloodstained throne
I rule the ruins and wrecks
And the dirt and the dust and the stone
I'm the ruler of rage rod and rust
And the rattling of bones
Ruler of ruin...

Pain of Salvation

Monday, May 04, 2009

Vol(E)re Vol(A)re

Guardo le montagne.
C'è neve sulle cime, l'ultima. In alcuni punti copre una neve precedente che appare a sprazzi come una macchia gialla, tra il nero della vegetazione folta ed il grigio delle rocce.
Il cielo è limpido, soffia una leggera ma potente brezza.
La giornata giusta per volare, se solo si riuscisse a farlo.
Riporto lo sguardo verso terra e rincontro gli occhi del Miaoestro di volo Zorba sull'orlo del collasso nervoso; i gargoyles non hanno avuto molto successo nei loro tentativi. Ora sono sui cornicioni che continuano a tentare.
Il ciccione rosso è completamente sbronzo praticamente in coma in un angolo.
I resti di una mucca e di un asino giacciono sparsi a terra sotto di noi, subito sotto le mura dell'edificio.
Davvero una bella giornata.
"Senti, non è che potremmo fare basta?"
Il Miaoestro non risponde, allora il gargoyle guarda me
"Tu che dici?"
"Mah, secondo me siete proprio negati, a voler essere assolutamente sinceri.."
"SI! Siete NEGATISSIMI! Nemmeno con i castori ho avuto le stesse difficoltà!! Fatemi andare via, non ce la faccio PIUUUUUUU'!!!!!!!"
E' così agitato che si scorda pure di miagolare le parole e le pronuncia urlando ma in maniera corretta. Poi con un ultimo urlo si getta oltre il parapetto e vola via. Giurerei che stesse piangendo.
"E ora?" Mi chiede un altro gargoyle.
"Beh, le basi le avete" dico io. "Forse è ora di buttare giù un po di quella pancetta di pietra che vi ritrovate. Magari se foste più leggeri ed aerodinamici riuscireste a volare meglio.."
"Si, e cosa proponi? Corsa per tutti?"
"Certo!"
Ok, avete mai visto un gruppo di gargoyle del peso medio di 200Kg di pietra ognuno in fila e correre per smaltire la pancia?
Io nemmeno, e non credo li vedrò mai.. La mia proposta viene bocciata da un sonoro vattequalcosa pronunciato in coro ed ognuno torna a farsi i fatti propri.
Peccato, sarebbe stato uno spettacolo.
Come uno spettacolo sono queste montagne circondate da piccole nuvole assolutamente candide, appena sfiorate da un venticello leggero. Sospiro, è quasi ora di tornare in stanza per la cena..

Thursday, April 09, 2009

rAccOntO frEE flOw

Quello che mi colpì di lei è che se ne stava li seduta, come se non gliene importasse nulla, mentre le sue colleghe facevano di tutto per attirare l'attenzione.
Fermai la macchina, la chiamai identificandola con i suoi stivaletti di pelle bianca e la feci salire accanto a me e ripartii verso la mia stanza d'albergo.
Le chiesi il nome e lei rispose un "Sara" svogliatamente ma con vigore. Il resto del tragitto, pochi minuti, lo passammo in silenzio.
L'albergo in cui alloggiavo era di quelli che non ti chiedono i documenti della ragazza che entra con te dopo che ti sei registrato da solo, basta allungare una banconota da 10 e ti offrono pure i canali pornografici alla tele.
Il barbone seduto sulla sedia di fronte alla reception stava nella stessa posizione di quando ero uscito e le mosche attorno al neon continuavano ad inseguirsi cercando di accoppiarsi, cosa che una buona metà degli ospiti dell'alberghetto stava già facendo.
Aprii la porta della camera e la feci entrare come un perfetto gentiluomo.
Richiusi la porta dietro di me e quando mi rigirai verso l'interno Sara si stava già spogliando.
La fermai con una parola ed estrassi dalla valigia una bottiglia di quelle buone. I bicchieri erano già sul tavolino.
Lei si fermò, interdetta.
"Pensavo volessi fottermi."
"Ogni cosa a suo tempo." dissi. Dubito arrivasse a vent'anni, ma le occhiaie dicevano molto sul suo stile di vita.
Prese il bicchiere e lo guardò.
"Quindi?" Chiese.
"Da quanto tempo lavori?" stavo di fronte a lei.
"Abbastanza.", rispose. Mise giù il bicchiere senza averne assaggiato il contenuto e cominciò a slacciarmi i pantaloni, in un tentativo che malcelava la sua inesperienza, eccitante, ma troppo sbrigativo per essere sensuale.
"Non mi sembra. Lascia fare."
E le staccai le mani dall'elastico dei miei slip.
"Ma che ti prende? Se volevi parlare potevi pagare un fottuto psicologo." I suoi occhi scuri si fissarono nei miei. Mandai giù un altro sorso di alcool e sorrisi.
"Ogni cosa a suo tempo, ti ho detto. A parte questo, se le cose non le fai nel modo giusto, non soddisferai mai il cliente."
"Che cazzo ne sai tu? Non si è mai lamentato nessuno."
"Io sono il primo, non basta?"
"Riportami dalle ragazze. Ora."
E fece per rialzarsi, raccogliendo la giacca di sintopelle che aveva appoggiato accanto a se.
La rispinsi giù a sedere, estrassi dalla tasca un rotolo di banconote e glieli gettai sulla giacca.
"Ora sei mia per le prossime ore."
I suoi occhi fissarono i soldi con intensità e desiderio.. ecco, proprio nella maniera in cui non fissa gli uomini.
"Ora bevi."
"Non mi piace.. Bevo solo Vodka."
Esigente..
"Non ne ho. Lo dicevo solo per farti sciogliere. Sei troppo tesa per combinare qualcosa di buono."
Abbassò il mento e mi fissò dal basso con i suoi stupendi occhi neri, si mise un dito sul labbro inferiore mi stuzzicò "Perchè non mi provi?"
"Perchè sei troppo tesa. Bevi."
"Oh, fanculo." Prese il bicchiere e lo vuotò alla goccia. Poi lo ripose e cadde sdraiata sul letto.
Bene, alla buon'ora.
La spogliai.. bel corpo davvero.. Mi spogliai, di tutto, ed uscii dalla pelle dell'ultimo stronzo che avevo posseduto. Poi entrai nella vagina della ragazza e comincia a prendere possesso del mio nuovo corpo.
Nel giro di un paio d'ore mi ero completamente abituato. Il vecchio corpo, ormai quasi nulla più di una pelle con dentro un mucchietto di ossa e qualche organo, giaceva ai piedi del letto.
Mi alzai finalmente dal letto.. la ragazza aveva anche un buon sapore.. ed andai a farmi una doccia. Poi, davanti allo specchio cambiai look. Un nuovo taglio di capelli, più corti, un trucco più rispettabile.. via quelle occhiaie da troia di basso bordo e sarei stato perfet.. perfetta.
Presi il vecchio corpo e lo gettai dentro la doccia chiusa. Ripiegai i vestiti e li rimisi in valigia. Erano miei dopotutto. Dentro ne avevo anche per una donna rispettabile, ma per uscire da qui avrei usato quelli con cui Sara era entrata. Presi le chiavi della macchia e tutto quanto, poi gettai una fiala di enzimi sopra il corpo che non mi serviva più. Entro il mattino si sarebbe ridotto ad un ammasso informe di proteine e liquami, assolutamente irriconoscibile.
Gettai la valigia con gli abiti dalla finestra e seguita dalla ventiquattr'ore con il fucile di precisione e scesi le scale. Allungai una banconota da venti al ragazzo della reception che mi restituì un'occhiata dalle intenzioni chiarissime. Gli sorrisi e mi allontanai verso il vicolo posteriore dove le mie valigie giacevano accanto alla macchina.
Nuova identità, nuovo look. Avrei fatto questo giochetto ancora un paio di volte, per essere sicura di cancellare qualunque traccia e poi sarei andata alla parata del presidente.
Avevo un lavoro da svolgere, pagato bene e per nulla spiacevole, l'avrei svolto al meglio.

Sunday, April 05, 2009

MoMeNti

Alcuni arrivano sempre troppo presto
alcuni arrivano sempre troppo tardi
altri non arrivano mai.
Momenti, istanti in cui la vita
si presenta nuda e cruda
ma visibile solo a pochi.
Lasciatemi annegare nel mare dolciastro
del passato pieno di rimorsi
una morte lenta e dolce
- ma si può uccidere ciò che è passato?
Da qualche parte mi manchi ancora.