Friday, August 22, 2008

W.B. Yeats

Had I the heavens’ embroidered cloths,
Enwrought with golden and silver light,
The blue and the dim and the dark cloths
Of night and light and the half light,
I would spread the cloths under your feet:
But I, being poor, have only my dreams;
I have spread my dreams under your feet;
Tread softly because you tread on my dreams.

Possedessi i veli ricamati del Paradiso
intrecciati di luce argentea e d'oro,
le stoffe azzurre e le fioche e le oscure
della notte, della luce e della penombra,
li stenderei sotto i tuoi piedi:
Ma io, essendo povero, possiedo solo i miei sogni;
I miei sogni ho disteso sotto i tuoi piedi;
incedi con leggerezza poichè cammini sui miei sogni.

Trad. mia

Thursday, August 21, 2008

FluId thINKing

..che poi quando senti davvero la corrente portarti via è come se tu diventassi una bustina di idrolitina sciolta in una bottiglia d'acqua agitata dalle mani callose e forti del nonno prima di essere versata nel bicchiere a cui verrà aggiunto un goccio di vino per poi essere gettato tutto quanto nell'acquaio perchè il risultato fa schifo..
Così è disciogliersi nel pensiero. I muscoli diventano cera di candela sotto una fiamma,le ossa diventano calcio liquido che scorre in invisibili labirinti.
I pensieri diventano la sola cosa istantaneamente emergente
il liquido in cui tutto si discioglie
la corrente che tutto porta via
nera che picchia forte che butta giù le porte
(nu l'è l'aegua ch'à fá baggiá imbaggiâ imbaggiâ)
tranne quella che mi tiene fuori da tutto e dentro tutto il resto
l'uomo è solubile nel suo pensiero
come un pesce che non può sopravvivere nel proprio ambiente naturale
e in realtà non fa nemmeno in tempo ad accorgersene
ma pensa il povero predatore che dovrebbe nutrirsi di tali pesci
estinto prima ancora di essere riuscito a procreare la propria razza.
E tutto si riduce ad un nulla di fatto,
onanismo mentale
tutto scompare, resta solo il pensiero
ma tanto è un pensiero stupido.

Wednesday, August 20, 2008

J.S.Bac(H)k (Je Suis Back)


Apro gli occhi.
Non so quanto sono stato steso su questo pavimento, ma credo sia proprio il momento di alzarsi.
La finestra è chiusa, una debole luce filtra da sotto la porta. Mi dirigo alla finestra e la apro, lasciando che il nulla più assoluto che regna nella stanza invada un po anche lo spazio esterno.. La contropartita è che tutto quello che sta fuori ora può entrare.
I gargoyle sono fermi, immobili, di pietra.. Anche il mio cervello doveva esserlo fino a 5 minuti fa, con la fatica che faccio a pensare, ora.
Salto fuori dal davanzale, sotto di me le rose, per mancanza di cure, se ne sono andate. Hanno lasciato un biglietto con il loro recapito. C'è molto da fare, vedo. Un sacco di castori rosa da scrostare dalla parete esterna. Sembra che dovrò rimboccarmi le maniche.
In compenso nessuna lettera, niente posta. Nessuno mi ha cercato. Ah, già.. chi avrebbe dovuto?
Torno dentro la stanza e abbraccio la lavastoviglie.
"Tesoro, sono a casa!"
Non risponde.
E perchè mai dovrebbe?