A volte sembra che perfino il sole faccia più fatica del solito a splendere.
Non si direbbe, con questo caldo da altoforno che fa appassire e seccare i pensieri prima ancora che si formino. Sono continuamente stanco. L'afa e il calore mi tolgono tutte le energie.
Persino i gargoyles sudano e si sventolano con ventagli a mano, e il pesce solubile soffre per tutta questa umidità... Lo vedo più ridotto del solito...
Eppure... qualcosa non va... non è luminoso come dovrebbe essere, sembra che il sole non splenda.
Non è come se ci fosse una nuvola davanti, il cielo è sereno. E' solo che è quasi spento.
Come un falò che sta esaurendo la legna. Mano a mano le fiamme diventano più piccole, finché non rimangono le braci, e il fuoco scalda sempre di meno.
"Ma il sole brucia legna?"
"Non dire boiate. Ti sembra? Come farebbero a portarla lassù? Chi lo farebbe?"
"Magari è legna che è stata accatastata, poi accesa e ora si sta esaurendo. Certo però che fa più caldo ora di quando bruciava appieno..."
"Se mi pagassero un tot ogni cavolata che vi sento dire..."
"Pagare? Qualcuno ti paga per stare qui?"
"Hey, non è giusto! Noi stiamo sul tetto a lavorare a gratis da sempre!"
"Già! Anche noi vogliamo essere pagati!"
"No, no, ragazzi, calmi. Nessuno mi paga. E' un modo di dire."
"Scusa una cosa, però, non ho capito... Cosa significa essere pagati?"
"Beh... significa..." Oh... e ora? Come glielo spiego? "...significa che qualcuno ti da qualcosa perché fai qualcosa al posto suo."
"Non ho capito."
"Dunque. Mettiamo che tu lavori. Che voi lavoriate tutti."
"Si, infatti è quello che facciamo. Lavoriamo."
"Ecco. Lavorate per me, che non posso svuotare il tetto dall'acqua quando piove."
"Non puoi?"
"No, quando piove vado a portare a spasso il Pesce Nuvola."
"Quindi lo facciamo noi per te. E quando arriva la parte del pagamento?"
"Arriva quando ci mettiamo d'accordo e io vi do qualcosa in cambio del vostro lavoro."
"Bello! Quando ce lo dai?"
"No, è solo un'ipotesi... Io non vi do nulla."
"Ah, no?"
"Ah, no?"
"Beh... no."
"Perché?"
"Perché il tetto non è mio."
"E di chi è?"
Già... di chi è il tetto?
"Sapete? Non ne ho idea...."
"Quindi, dobbiamo trovare il proprietario del tetto e farci pagare! Qualunque cosa significhi..."
"No, vi serve un contratto."
"Un che?"
"Contratto... è un..."
"Ma scusa, tu come fai a sapere tutte ste cose?"
"Eh... le so perché sono cose che si fanno nel Manicomio."
"Ah! E tu volevi convincerci a fare cose del Manicomio????"
"Ma pensa! E dire che ti credevamo un amico!!"
"Basta, scendi da qui!"
"Oh, ragazzi! Eddai! Mica vi volevo convincere! Stavo rispondendo alle vostre domande!"
"Non mi convinci..."
"...Beh, però ha ragione. Siamo stati noi a chiedere."
"Dai, lasciatemi rimanere..."
Nel caldo il silenzio non esiste. Troppe cicale. Il rumore è quasi assordante.
"Hmm... Ok."
"Ok."
"Ok."
"Ok, resta. Ma non mi convinci!"
"Oh... Grazie... Continuo?"
"No, senti... E' troppo complicata come cosa. Noi continuiamo a fare quello che facciamo e tu a fare quello che fai tu. E' andata bene fin'ora no?"
"Già! E' andata bene!"
"Si, ragazzi... è andata benissimo."
Se solo facesse più fresco.....
"Fa così caldo che anche le cicale sono esauste e friniscono di meno ...E comunque il sole sembra più spento del solito..."
"
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Tuesday, July 10, 2012
Tuesday, February 21, 2012
THriLL(er)
Qualcuno ha bussato.
Alla porta, ovvio. La finestra non è chiusa.
Qualcuno ha bussato ancora.
Non lo so se è lo stesso di prima, non lo vedo.
Sono raggelato, immobile, come se stare immobile potesse farli andare via.
Se bussano sanno che sono qui. Forse potrei provare a spaventarli.
"Andate via!" Dico. "Solo perchè voi lo sappiate, io sono un tipo strano." Ma no, più convinto, se voglio spaventarli. "E quando dico strano, intendo Strano!"
"Apra, la prego. Non ha nulla da temere."
Ah, no? Allora perchè sono terrorizzato?
"Vorremmo solo parlarle faccia a faccia."
"Faccia a porta non va bene?" ...e sono anche più di uno...
"Ovvio che no, altrimenti non staremmo qui a cercare di entrare..."
"Allora ammettete che volete entrare!" Lo sapevo che erano dei poco di buono! Non si cerca di entrare così nelle stanze altrui.
Li sento confabulare, poi silenzio.
Attendo ancora, ancora, ancora... mi metto a fare il bucato e a cucinare, dò da mangiare al pesce solubile. Fuori piove e fa freddo, meglio se non salgo sul tetto. Per tutto il tempo nessun altro rumore dalla porta.
Ogni tanto mi avvicino e provo ad origliare. Niente.
Con cautela, sbircio sotto la fessura della porta. Niente neanche qui.
Chiunque fossero, se ne sono andati.
Finalmente mi ricordo di respirare... ne avevo bisogno, ho trattenuto il respiro per... ore, di sicuro!
Ma io dico... chi può essere che ancora si diverte a spaventare la gente onesta in questo modo?
Nulla di buono viene da di là della porta, ne sono sempre più convinto.
Alla porta, ovvio. La finestra non è chiusa.
Qualcuno ha bussato ancora.
Non lo so se è lo stesso di prima, non lo vedo.
Sono raggelato, immobile, come se stare immobile potesse farli andare via.
Se bussano sanno che sono qui. Forse potrei provare a spaventarli.
"Andate via!" Dico. "Solo perchè voi lo sappiate, io sono un tipo strano." Ma no, più convinto, se voglio spaventarli. "E quando dico strano, intendo Strano!"
"Apra, la prego. Non ha nulla da temere."
Ah, no? Allora perchè sono terrorizzato?
"Vorremmo solo parlarle faccia a faccia."
"Faccia a porta non va bene?" ...e sono anche più di uno...
"Ovvio che no, altrimenti non staremmo qui a cercare di entrare..."
"Allora ammettete che volete entrare!" Lo sapevo che erano dei poco di buono! Non si cerca di entrare così nelle stanze altrui.
Li sento confabulare, poi silenzio.
Attendo ancora, ancora, ancora... mi metto a fare il bucato e a cucinare, dò da mangiare al pesce solubile. Fuori piove e fa freddo, meglio se non salgo sul tetto. Per tutto il tempo nessun altro rumore dalla porta.
Ogni tanto mi avvicino e provo ad origliare. Niente.
Con cautela, sbircio sotto la fessura della porta. Niente neanche qui.
Chiunque fossero, se ne sono andati.
Finalmente mi ricordo di respirare... ne avevo bisogno, ho trattenuto il respiro per... ore, di sicuro!
Ma io dico... chi può essere che ancora si diverte a spaventare la gente onesta in questo modo?
Nulla di buono viene da di là della porta, ne sono sempre più convinto.
Wednesday, January 04, 2012
E' paSsShaTo anhcHe queShto NaTalEeeehhh...
Mi avvicino facendo lo slalom tra le bottiglie vuote.
Man mano che mi avvicino, sento la puzza sempre più forte. Blaaah. Lo scuoto per una spalla cercando di svegliarlo.
"Senti, è già Gennaio, che ne diresti di alzarti e tornare a casa?"
"Snooort. Pffff." grugnisce il ciccione rossovestito, poi all'improvviso... PRAAAAAT!
Mi allontano velocemente inciampando sulle bottiglie e quasi cadendo.
"Beh, almeno è ancora vivo..."
"Dall'odore non si direbbe. Che schifo."
"Quanto può rimanere in letargo ancora?"
"Spero non tutto l'inverno. Comunque gli ho buttato via le bottiglie ancora piene, prima o poi uscirà per andare a prenderne altre."
"Si, ma tanto la finestra non la puoi chiudere."
"No, ma posso convincerlo a tornare a casa...."
PRAAAAT!
"...Forse..."
Guardo i Gargoyles "Qualche idea?"
"No."
"Potreste darmi una mano a sollevarlo e buttarlo giù dalla finestra."
"COSA??? MA PESA!"
"Hai paura di prendere uno strappo alla tua schiena di pietra?"
"Lui no, ma io si!"
"Disutili creature..."
"Amicoooo mi..hic!"
"Eccolo che si è svegliato. Vediamo se riusciamo a..."
"Dov'è la mi..hic vodka?"
"L'hai finita, Nik. Non ce n'è più."
"Ahhh.. Hnnnn!"
"Nik? Tutto ok?"
"Hnnnn!"
.....
"HNNN.... " PRAAAT! "Ahhh... ora va meglio..."
Corro alla finestra per respirare qualche boccata d'aria fresca.
"Urrrhh.. Che fa...ti...caaaaah! Di nuovo in ...ooohh! Eh eh eh."
"Senti Nik... quanto pensi di fermarti?"
"Non so... quanta vodka hai in frigo?"
"Non ho vodka in frigo..."
"Ah, non importa, ne ho io sulla slitta. Fammi spazio."
Si sporge dalla finestra. Potrei dargli una spinta giù... però poi, poveri cespugli di rose...
Fischia. "Fiiiiit!" E dopo pochi secondi appaiono le sue renne trainando la slitta.
Senti Nik, io avrei ospiti più tardi... non è che tu..."
"Cosa? Ma certo amico mio, ho vodka anche per loro!"
"No, no... non era quello che volevo chiederti..."
"Allora cosa? Sai che posso procurare tutto quello che desideri, amico mio."
Se mi chiama un'altra volta amico mio non riuscirò più a mandarlo via.
"Ecco, non è che potresti.... tornare a casa? Devo dare una pulita qui, sistemare le cose..."
"Ah. Capisco." Fa la faccia triste. "Sono diventato un peso..."
Non so cosa rispondergli, poi dalla slitta arriva una voce.
"No, pesante lo eri già. E' che sei diventato puzzolente!"
Uno degli elfi di Nik!! A cui poi fa eco uno dei gargoyles.
"Già, sono due settimane che ti sbronzi e non ti cambi!"
"Che avete detto?"
"Nulla capo, solo che forse stiamo disturbando."
"Dici?"
"E' già Gennaio. Ha l'agenda piena di impegni."
Ci pensa un secondo.
"Ok, va bene, va bene. Fammi spazio su quella cosa, che salgo. Fatti in là."
E con parecchia fatica e qualche eeeeh-hop! riesce a salire sul davanzale e a buttarsi nella slitta, senza cascare di sotto. Oh, tutti i Natale la stessa storia.
Si volta verso di me. "Senti ma... chi stai aspettando? Un invito romantico?"
"Eh? No, no... sto aspettando..."
Non faccio in tempo a finire la frase.
"Sta aspettando GODot, cioè me!"
"Oh oh oh! Guarda chi si vede! Il vecchio Jeh! Come stai? Che si dice? Come va tuo figlio?"
"Nik! Bello incontrarti qui. Sapevo ovviamente che stavi qui e sono arrivato un po prima perchè volevo incontrarti di persona!"
Alè, sono fritto.
"Io bene, bene. Mio figlio è il solito cretino, ancora non ha messo la testa a posto e non si taglia i capelli. Io glielo dico sempre: se continui a litigare coi romani da ubriaco, finirai per farti ammazzare. Lui risponde solo: Padre, allontana da me questo amaro calice. Il vino fa schifo...Io gli rispondo mandandolo a quel paese... ma cosa vuoi? Che deve fare un padre per il proprio unico figlio..."
"Ah, io non sono ancora padre, per fortuna, ma ho tanti elfi a cui badare..."
"O da cui farsi badare..."
"Come?"
"Niente Capo. Ma sarebbe ora di andare!"
"Ah, Nik. Ma devi proprio? Non ti fermi a fare due chiacchiere con noi?"
"Ma... non so... mia moglie..."
"Eddai, ci si becca una sola volta all'anno. Resta... Hai un po di quella tua Vodka speciale?"
"Ah! Così ti riconosco! Si fotta mia moglie"
"Lo fanno già gli elfi al posto tuo, grassone di merda..."
"Che hai detto?"
"Nulla capo. Se si ferma, io tornerei..."
"Ah,si, si. Poi appena torno a casa dovrò farmi controllare l'udito."
"Che ha il tuo udito Nik? Funziona perfettamente."
"Allora dovrò licenziare qualche elfo, mi sa."
E l'elfo parte con la slitta a velocità incredibile.
"Ci penserai dopo. Prendi la vodka e vieni dentro!"
"Hey, Jeh, ho qui qualcosa di speciale! Fatta con vera urina di renna sfamata ad Amanita Muscaria! Ti tira una castagna che non resusciti nemmeno dopo tre giorni!!"
"Grande! Vieni dentro che ho le coppe!"
E mentre questi due si abbracciano e festeggiano, penso che forse avrei dovuto salire io sulla slitta e andarmene di qua. Guardo i gargoyle.
"Fatemi spazio, vengo su. Così imparo ad avere ospiti qui da me."
"Senti, è già Gennaio, che ne diresti di alzarti e tornare a casa?"
"Snooort. Pffff." grugnisce il ciccione rossovestito, poi all'improvviso... PRAAAAAT!
Mi allontano velocemente inciampando sulle bottiglie e quasi cadendo.
"Beh, almeno è ancora vivo..."
"Dall'odore non si direbbe. Che schifo."
"Quanto può rimanere in letargo ancora?"
"Spero non tutto l'inverno. Comunque gli ho buttato via le bottiglie ancora piene, prima o poi uscirà per andare a prenderne altre."
"Si, ma tanto la finestra non la puoi chiudere."
"No, ma posso convincerlo a tornare a casa...."
PRAAAAT!
"...Forse..."
Guardo i Gargoyles "Qualche idea?"
"No."
"Potreste darmi una mano a sollevarlo e buttarlo giù dalla finestra."
"COSA??? MA PESA!"
"Hai paura di prendere uno strappo alla tua schiena di pietra?"
"Lui no, ma io si!"
"Disutili creature..."
"Amicoooo mi..hic!"
"Eccolo che si è svegliato. Vediamo se riusciamo a..."
"Dov'è la mi..hic vodka?"
"L'hai finita, Nik. Non ce n'è più."
"Ahhh.. Hnnnn!"
"Nik? Tutto ok?"
"Hnnnn!"
.....
"HNNN.... " PRAAAT! "Ahhh... ora va meglio..."
Corro alla finestra per respirare qualche boccata d'aria fresca.
"Urrrhh.. Che fa...ti...caaaaah! Di nuovo in ...ooohh! Eh eh eh."
"Senti Nik... quanto pensi di fermarti?"
"Non so... quanta vodka hai in frigo?"
"Non ho vodka in frigo..."
"Ah, non importa, ne ho io sulla slitta. Fammi spazio."
Si sporge dalla finestra. Potrei dargli una spinta giù... però poi, poveri cespugli di rose...
Fischia. "Fiiiiit!" E dopo pochi secondi appaiono le sue renne trainando la slitta.
Senti Nik, io avrei ospiti più tardi... non è che tu..."
"Cosa? Ma certo amico mio, ho vodka anche per loro!"
"No, no... non era quello che volevo chiederti..."
"Allora cosa? Sai che posso procurare tutto quello che desideri, amico mio."
Se mi chiama un'altra volta amico mio non riuscirò più a mandarlo via.
"Ecco, non è che potresti.... tornare a casa? Devo dare una pulita qui, sistemare le cose..."
"Ah. Capisco." Fa la faccia triste. "Sono diventato un peso..."
Non so cosa rispondergli, poi dalla slitta arriva una voce.
"No, pesante lo eri già. E' che sei diventato puzzolente!"
Uno degli elfi di Nik!! A cui poi fa eco uno dei gargoyles.
"Già, sono due settimane che ti sbronzi e non ti cambi!"
"Che avete detto?"
"Nulla capo, solo che forse stiamo disturbando."
"Dici?"
"E' già Gennaio. Ha l'agenda piena di impegni."
Ci pensa un secondo.
"Ok, va bene, va bene. Fammi spazio su quella cosa, che salgo. Fatti in là."
E con parecchia fatica e qualche eeeeh-hop! riesce a salire sul davanzale e a buttarsi nella slitta, senza cascare di sotto. Oh, tutti i Natale la stessa storia.
Si volta verso di me. "Senti ma... chi stai aspettando? Un invito romantico?"
"Eh? No, no... sto aspettando..."
Non faccio in tempo a finire la frase.
"Sta aspettando GODot, cioè me!"
"Oh oh oh! Guarda chi si vede! Il vecchio Jeh! Come stai? Che si dice? Come va tuo figlio?"
"Nik! Bello incontrarti qui. Sapevo ovviamente che stavi qui e sono arrivato un po prima perchè volevo incontrarti di persona!"
Alè, sono fritto.
"Io bene, bene. Mio figlio è il solito cretino, ancora non ha messo la testa a posto e non si taglia i capelli. Io glielo dico sempre: se continui a litigare coi romani da ubriaco, finirai per farti ammazzare. Lui risponde solo: Padre, allontana da me questo amaro calice. Il vino fa schifo...Io gli rispondo mandandolo a quel paese... ma cosa vuoi? Che deve fare un padre per il proprio unico figlio..."
"Ah, io non sono ancora padre, per fortuna, ma ho tanti elfi a cui badare..."
"O da cui farsi badare..."
"Come?"
"Niente Capo. Ma sarebbe ora di andare!"
"Ah, Nik. Ma devi proprio? Non ti fermi a fare due chiacchiere con noi?"
"Ma... non so... mia moglie..."
"Eddai, ci si becca una sola volta all'anno. Resta... Hai un po di quella tua Vodka speciale?"
"Ah! Così ti riconosco! Si fotta mia moglie"
"Lo fanno già gli elfi al posto tuo, grassone di merda..."
"Che hai detto?"
"Nulla capo. Se si ferma, io tornerei..."
"Ah,si, si. Poi appena torno a casa dovrò farmi controllare l'udito."
"Che ha il tuo udito Nik? Funziona perfettamente."
"Allora dovrò licenziare qualche elfo, mi sa."
E l'elfo parte con la slitta a velocità incredibile.
"Ci penserai dopo. Prendi la vodka e vieni dentro!"
"Hey, Jeh, ho qui qualcosa di speciale! Fatta con vera urina di renna sfamata ad Amanita Muscaria! Ti tira una castagna che non resusciti nemmeno dopo tre giorni!!"
"Grande! Vieni dentro che ho le coppe!"
E mentre questi due si abbracciano e festeggiano, penso che forse avrei dovuto salire io sulla slitta e andarmene di qua. Guardo i gargoyle.
"Fatemi spazio, vengo su. Così imparo ad avere ospiti qui da me."
Friday, December 23, 2011
VogLio1NaVita cHe sIa sPrecaTa....
E adesso che cavolo è successo???
Non riesco a crederci...
"Ragazzi!!!" Chiamo i Gargoyles che si affacciano dalla finestra pochi secondi dopo, allarmati.
"Sentite, ma.. chi è sto dott. Tal dei Tali che ha scritto tutto quello che faccio?"
"Scusa? Di che parli?"
"Ma si, guardate li sotto... e anche la... e anche qui, che sono le prime cose che dissi quando entrai qui dentro. Pubblicato da dott. Tal dei Tali. Pensavo di essere io, quindi di meritarmi almeno il credito di quanto detto e fatto."
"Si, hai ragione.. c'è sto nome sotto la tua vita. Boh, non guardare noi, sarà uno di quelli che vivono di là, nel Manicomio."
"No! Non può essere! Il Manicomio non riuscirà MAI ad impadronirsi della mia vita! Piuttosto la spreco!"
"Eh? La sprechi?"
"Si! Piuttosto che lasciarla a qualcuno del manicomio faccio... faccio... che faccio? Hm, non ho mai pensato a come poter sprecare la mia vita... Datemi qualche consiglio.."
I Gargoyle si guardano l'un l'altro.
"Boh. Noi non possiamo sprecare la nostra vita. Tutta la nostra vita consiste nel far defluire la pioggia dal tetto.. al limite quando piove possiamo non far nulla, ma non è sprecata, perchè la nostra vita prende senso quando piove."
"Bello avere un fratello filosofo. Dà tutte le risposte alle domande scomode al posto tuo..."
"Già!!"
"Ok, forse non siete le persone giuste a cui chiederlo. Allora, vediamo... per sprecare la mia vita... Ci sono! Passerò tutto il tempo fissando il muro e cercando di cambiare canale!"
"Ma non rischi di annoiarti in fretta?"
"Si, ma se no che gusto c'è a sprecarla..."
"Beh, ok allora."
Il Gargoyle scrolla le spalle, facendo cadere un po di polvere.
"Lo faccio subito!"
"Divertiti, noi torniamo su!"
Si, non riusciranno mai ad avere la mia vita! Ah! Beccatevi questo, esseri immondi del Manicomio!
Così, mi piazzo davanti al muro ultrapiatto (a parte qualche pietra che spunta leggermente più delle altre) e...
"Ragazzi?"
Si riaffacciano dalla finestra.
"Si, che vuoi?Già annoiato?"
"No... è che... Avete visto dove ho messo il telecomando?"
Non riesco a crederci...
"Ragazzi!!!" Chiamo i Gargoyles che si affacciano dalla finestra pochi secondi dopo, allarmati.
"Sentite, ma.. chi è sto dott. Tal dei Tali che ha scritto tutto quello che faccio?"
"Scusa? Di che parli?"
"Ma si, guardate li sotto... e anche la... e anche qui, che sono le prime cose che dissi quando entrai qui dentro. Pubblicato da dott. Tal dei Tali. Pensavo di essere io, quindi di meritarmi almeno il credito di quanto detto e fatto."
"Si, hai ragione.. c'è sto nome sotto la tua vita. Boh, non guardare noi, sarà uno di quelli che vivono di là, nel Manicomio."
"No! Non può essere! Il Manicomio non riuscirà MAI ad impadronirsi della mia vita! Piuttosto la spreco!"
"Eh? La sprechi?"
"Si! Piuttosto che lasciarla a qualcuno del manicomio faccio... faccio... che faccio? Hm, non ho mai pensato a come poter sprecare la mia vita... Datemi qualche consiglio.."
I Gargoyle si guardano l'un l'altro.
"Boh. Noi non possiamo sprecare la nostra vita. Tutta la nostra vita consiste nel far defluire la pioggia dal tetto.. al limite quando piove possiamo non far nulla, ma non è sprecata, perchè la nostra vita prende senso quando piove."
"Bello avere un fratello filosofo. Dà tutte le risposte alle domande scomode al posto tuo..."
"Già!!"
"Ok, forse non siete le persone giuste a cui chiederlo. Allora, vediamo... per sprecare la mia vita... Ci sono! Passerò tutto il tempo fissando il muro e cercando di cambiare canale!"
"Ma non rischi di annoiarti in fretta?"
"Si, ma se no che gusto c'è a sprecarla..."
"Beh, ok allora."
Il Gargoyle scrolla le spalle, facendo cadere un po di polvere.
"Lo faccio subito!"
"Divertiti, noi torniamo su!"
Si, non riusciranno mai ad avere la mia vita! Ah! Beccatevi questo, esseri immondi del Manicomio!
Così, mi piazzo davanti al muro ultrapiatto (a parte qualche pietra che spunta leggermente più delle altre) e...
"Ragazzi?"
Si riaffacciano dalla finestra.
"Si, che vuoi?Già annoiato?"
"No... è che... Avete visto dove ho messo il telecomando?"
Tuesday, November 01, 2011
PERmanENT vacaTiOn
"Sai, ogni tanto mi piacerebbe prendere una vacanza dalla vita... tipo due settimane all'anno smettere di vivere, per poi ricominciare più carico, più attivo... come per un lavoro, ecco."
"Ah -ha... Anche noi gargoyles vorremmo una vacanza da questo tetto... Ma metti che venga a piovere mentre non ci siamo, che succede?"
"Già, che succede?"
"Uh... non so... nulla?"
"Come nulla?? Stai insinuando che siamo inutili?"
"Ma no, ragazzi... questo no. Sapete che vi voglio bene... Però pensavo che se anche prendeste una vacanza, l'acqua continuerebbe ad uscire dai fori, come prima... Continuerebbe a scorrere, solo che non uscirebbe attraverso di voi. Quindi, in sostanza, non succederebbe nulla."
"E lo chiami nulla?"
"Già, nulla? Uscirebbe con molto meno stile! L'intero edificio avrebbe molto meno stile!"
"Già. Siamo noi che gli diamo... stile..."
"Ok, ma la sostanza non cambierebbe... il mondo andrebbe avanti comunque."
"Si, ma senza di noi."
"Con molto meno stile!"
"D'accordo. Ma stile a parte, l'acqua continuerebbe a uscire dai fori, senza accumularsi sul tetto?"
"Beh... si..."
"Ma con molto meno stile!"
"Allora, anche se prendeste una vacanza, sarebbe lo stesso..."
"Si, ma non dimenticare lo sti... Aiaha!"
"E piantala tu!"
"Ok, ma non c'era bisogno di darmi un coppino, accidenti. A momenti mi scheggiavi!"
"Dai, ragazzi, non litigate. Ad ogni modo non è possibile prendersi una vacanza dalla vita che non sia definitiva. Non ci sono voli low cost che facciano andata e ritorno... solo andata. Per qualunque destinazione."
"Allora non prendere un volo low-cost. Magari senti Zorba se ti sa consigliare qualcosa."
"Chi, il gatto istruttore di volo? E' un po che non lo sento."
"Anche lui ha stile, si si! AH! Schivato!"
"Ma no, la mia era solo un'idea stupida. In fondo, se me ne andassi da qui, non potrei vedere questo cielo bellissimo."
"Ma è nuvoloso..."
"Vero, ma sono nuvole molto belle..."
"Ah -ha... Anche noi gargoyles vorremmo una vacanza da questo tetto... Ma metti che venga a piovere mentre non ci siamo, che succede?"
"Già, che succede?"
"Uh... non so... nulla?"
"Come nulla?? Stai insinuando che siamo inutili?"
"Ma no, ragazzi... questo no. Sapete che vi voglio bene... Però pensavo che se anche prendeste una vacanza, l'acqua continuerebbe ad uscire dai fori, come prima... Continuerebbe a scorrere, solo che non uscirebbe attraverso di voi. Quindi, in sostanza, non succederebbe nulla."
"E lo chiami nulla?"
"Già, nulla? Uscirebbe con molto meno stile! L'intero edificio avrebbe molto meno stile!"
"Già. Siamo noi che gli diamo... stile..."
"Ok, ma la sostanza non cambierebbe... il mondo andrebbe avanti comunque."
"Si, ma senza di noi."
"Con molto meno stile!"
"D'accordo. Ma stile a parte, l'acqua continuerebbe a uscire dai fori, senza accumularsi sul tetto?"
"Beh... si..."
"Ma con molto meno stile!"
"Allora, anche se prendeste una vacanza, sarebbe lo stesso..."
"Si, ma non dimenticare lo sti... Aiaha!"
"E piantala tu!"
"Ok, ma non c'era bisogno di darmi un coppino, accidenti. A momenti mi scheggiavi!"
"Dai, ragazzi, non litigate. Ad ogni modo non è possibile prendersi una vacanza dalla vita che non sia definitiva. Non ci sono voli low cost che facciano andata e ritorno... solo andata. Per qualunque destinazione."
"Allora non prendere un volo low-cost. Magari senti Zorba se ti sa consigliare qualcosa."
"Chi, il gatto istruttore di volo? E' un po che non lo sento."
"Anche lui ha stile, si si! AH! Schivato!"
"Ma no, la mia era solo un'idea stupida. In fondo, se me ne andassi da qui, non potrei vedere questo cielo bellissimo."
"Ma è nuvoloso..."
"Vero, ma sono nuvole molto belle..."
Friday, October 07, 2011
StOrm in the MoRnIng LigHT(ning)
Non so perchè sono uscito. Sinceramente non ne avevo nemmeno voglia. Me ne stavo così comodo nel mio letto... e il cielo era di un grigio così cupo... e il vento così freddo... e il... insomma, tutte le variabili erano contro l'uscita da questa stanza, tranne qualcosa da qualche parte dentro di me.
Ed eccomi qui. Il cielo si fa sempre più cupo, e su quel colore piombo si stagliano fulmini bianchi e blu e viola.
Anche i gargoyle me l'avevano detto: "Senti, ma te che puoi, stai dentro." "Certo che non stai del tutto bene se vuoi uscire con la tempesta che si prepara...".
Ecco. Tempesta.
Ecco cosa mi ha attirato fuori dalla stanza. L'aria che si carica di elettricità statica, il vento che sale di intensità, una forza primordiale che si carica, si libera dalle catene e si scatena, scuotendo tutto e tutti.
Anche a Palazzo pensavano che sarebbe stata una bella tempesta: hanno smesso di lanciare i castori rosa, non se ne vedono in cielo. Vedo sugli alberi uccelli chiudere i loro nidi con cerate e cerniere lampo, volpi inserire i tubi di pompe idrauliche nelle loro tane, tassi chiamare i pompieri per tenerli il pre-allerta.
Non è un buon segno, no, per nulla... Io invece sono qui che cammino, tanto più che bagnarmi, non posso fare.
Le prime gocce bucno la nuoa di penieri che mi circla soa la teta... poco male, non è mai stata impermeabile.Ma per sicurezza me la porto sotto la maglia, in modo che almeno non venga più bucherellata.
Le gocce si fanno più intense, il vento più forte, i fulmini più rapidi e i tuoni più forti. Tutti i colori si spengono e cominciano a tendere al grigio. Tranne le pietre, che già lo facevano anche prima.
Poi arriva la grandine. Cioè, più che un poi è in contemporanea, assieme alla pioggia. e viene giù, viene giù viene giù... Non che potesse salire, chiaro, ma comunque viene giù come se stesse scappando dalle nuvole.
Ogni albero viene scosso, ogni stelo d'erba, ogni fungo, ogni scolopendra ed ogni Bombice Dispari, chiamati così perchè c'è sempre un terzo incomodo durante i rituali di corteggiamento ed accoppiamento, che ogni tanto si accontenta anche solo di reggere la candela.
E arriva un momento in cui ci siamo solo io e il vento e la natura intorno a me. Ok, siamo in tanti dopotutto, ma non si sente un suono che non sia quello del vento e delle gocce d'acqua gelata che cadono a terra.
E dopo qualche istante tutto cessa, torna la tranquillità.
Forse è il caso che torni a casa, credo di aver bisogno di una doccia calda...
Ed eccomi qui. Il cielo si fa sempre più cupo, e su quel colore piombo si stagliano fulmini bianchi e blu e viola.
Anche i gargoyle me l'avevano detto: "Senti, ma te che puoi, stai dentro." "Certo che non stai del tutto bene se vuoi uscire con la tempesta che si prepara...".
Ecco. Tempesta.
Ecco cosa mi ha attirato fuori dalla stanza. L'aria che si carica di elettricità statica, il vento che sale di intensità, una forza primordiale che si carica, si libera dalle catene e si scatena, scuotendo tutto e tutti.
Anche a Palazzo pensavano che sarebbe stata una bella tempesta: hanno smesso di lanciare i castori rosa, non se ne vedono in cielo. Vedo sugli alberi uccelli chiudere i loro nidi con cerate e cerniere lampo, volpi inserire i tubi di pompe idrauliche nelle loro tane, tassi chiamare i pompieri per tenerli il pre-allerta.
Non è un buon segno, no, per nulla... Io invece sono qui che cammino, tanto più che bagnarmi, non posso fare.
Le prime gocce bucno la nuoa di penieri che mi circla soa la teta... poco male, non è mai stata impermeabile.Ma per sicurezza me la porto sotto la maglia, in modo che almeno non venga più bucherellata.
Le gocce si fanno più intense, il vento più forte, i fulmini più rapidi e i tuoni più forti. Tutti i colori si spengono e cominciano a tendere al grigio. Tranne le pietre, che già lo facevano anche prima.
Poi arriva la grandine. Cioè, più che un poi è in contemporanea, assieme alla pioggia. e viene giù, viene giù viene giù... Non che potesse salire, chiaro, ma comunque viene giù come se stesse scappando dalle nuvole.
Ogni albero viene scosso, ogni stelo d'erba, ogni fungo, ogni scolopendra ed ogni Bombice Dispari, chiamati così perchè c'è sempre un terzo incomodo durante i rituali di corteggiamento ed accoppiamento, che ogni tanto si accontenta anche solo di reggere la candela.
E arriva un momento in cui ci siamo solo io e il vento e la natura intorno a me. Ok, siamo in tanti dopotutto, ma non si sente un suono che non sia quello del vento e delle gocce d'acqua gelata che cadono a terra.
E dopo qualche istante tutto cessa, torna la tranquillità.
Forse è il caso che torni a casa, credo di aver bisogno di una doccia calda...
Saturday, December 25, 2010
rito or no(t)?
Mi chiudo la porta alle spalle e crollo al suolo.
Ma che mi è saltato in testa?? Sapevo che non dovevo uscire dalla stanza, il Manicomio è sempre peggio. Peggio di qualunque cosa debba essere assolutamente evitata, intendo.
Respiro affannosamente, non sbatto nemmeno le palpebre, fisso la rassicurante vuotezza della mia stanza e la finestra e il mondo che finalmente è quello che conosco.
I gargoyles mi si fanno intorno.
"Hey, tutto bene?"
"Che succede?"
Da fuori qualcuno chiede: "Chi è?"
Da dentro qualcuno risponde: "Chi vuoi che sia?"
Appena mi riprendo abbastanza, rispondo.
"Si, si, tutto bene... Lasciatemi solo riprendere." Poi mi alzo.
E dire che mi ero fidato... Il suo sorriso era così... I suoi occhi erano così...
E' apparsa alla mia porta. Ha aperto, non so come. Ed è entrata.
Ma la cosa peggiore è che mi ha portato fuori! Nel Manicomio!
Esco dai miei pensieri e racconto tutto ai gargoyles:
"E' un posto terribile! Incredibile come tanta gente ci viva! E' illuminato tutto il giorno, e anche la notte! Sono matti! Come fanno a vedere il cielo così? Le persone parlano da sole, proprio come i matti! Poi non si salutano nemmeno, più facilmente si scrivono messaggi! Mamma mia, è... è... sciòccante! E poi l'aria è stantia, si respira male. Le persone che girano paiono non vederti, immerse nel loro mondo. E' così... freddo... inospitale... Appena ho potuto sono scappato e sono tornato qui..."
Silenzio
"Oh..." è l'unico commento che esce dopo mezzo minuto di sguardi esterrefatti.
"E' stata un'esperienza terribile. Non lasciatemi mai più fare una cosa simile, capito??"
"Ehm... ok..."
Li abbraccio tutti insieme. E' bello essere nuovamente a casa.
Ma che mi è saltato in testa?? Sapevo che non dovevo uscire dalla stanza, il Manicomio è sempre peggio. Peggio di qualunque cosa debba essere assolutamente evitata, intendo.
Respiro affannosamente, non sbatto nemmeno le palpebre, fisso la rassicurante vuotezza della mia stanza e la finestra e il mondo che finalmente è quello che conosco.
I gargoyles mi si fanno intorno.
"Hey, tutto bene?"
"Che succede?"
Da fuori qualcuno chiede: "Chi è?"
Da dentro qualcuno risponde: "Chi vuoi che sia?"
Appena mi riprendo abbastanza, rispondo.
"Si, si, tutto bene... Lasciatemi solo riprendere." Poi mi alzo.
E dire che mi ero fidato... Il suo sorriso era così... I suoi occhi erano così...
E' apparsa alla mia porta. Ha aperto, non so come. Ed è entrata.
Ma la cosa peggiore è che mi ha portato fuori! Nel Manicomio!
Esco dai miei pensieri e racconto tutto ai gargoyles:
"E' un posto terribile! Incredibile come tanta gente ci viva! E' illuminato tutto il giorno, e anche la notte! Sono matti! Come fanno a vedere il cielo così? Le persone parlano da sole, proprio come i matti! Poi non si salutano nemmeno, più facilmente si scrivono messaggi! Mamma mia, è... è... sciòccante! E poi l'aria è stantia, si respira male. Le persone che girano paiono non vederti, immerse nel loro mondo. E' così... freddo... inospitale... Appena ho potuto sono scappato e sono tornato qui..."
Silenzio
"Oh..." è l'unico commento che esce dopo mezzo minuto di sguardi esterrefatti.
"E' stata un'esperienza terribile. Non lasciatemi mai più fare una cosa simile, capito??"
"Ehm... ok..."
Li abbraccio tutti insieme. E' bello essere nuovamente a casa.
Tuesday, June 15, 2010
E'State
E improvvisamente è estate, tornano il caldo, le lamentele, le zanzare, le coscie di fuori, i culi sodi, i pettorali scolpiti.. che tristezza guardare tutto questo dalla mia finestra..
Per fortuna ho poco tempo per farlo..
Per fortuna ho poco tempo per farlo..
Saturday, February 06, 2010
no-EL (continua)
Entriamo dall'ingresso sul tetto, una porta metallica con festoni e decorazioni natalizie.
L'elfo fa entrare me ed i gargoyles in un ascensore dalle porte rosse bordate di verde e ci porta ad un piano. La discesa è accompagnata da melodie natalizie che provengono da casse nascoste nelle pareti. Non sopporto le musichette di natale..
Le porte si aprono infinein una stanza enorme, illuminata da alberi di natale con le loro lucine colorate ed i festoni che riflettono le luci tutt'intorno.
Al lato opposto della stanza, dietro una scrivania, riconosco la figura del ciccione rossovestito. Dietro di lui delle vetrate da cui si vedono volare delle renne.
"Venite, venite avanti! Oh oh oh!" Urla come suo solito. Poi tracanna quello che ha nel bicchiere che regge in mano.
Attendiamo un cenno dell'elfo, ma quello rimane a tenerci aperte le porte dell'ascensore finchè non siamo usciti. Ci avviciniamo al ciccione, mentre quello si riempie un altro bicchiere.
"Ciao.. grazie dell'invito.. non mi aspettavo avessi una casa così.. e la tua stanza è molto più... grande.. della mia." Anche se preferisco la mia, ma questo non lo dico. I gargoyles si guardano intorno. Vedo con la coda dell'occhio uno di loro che stacca un bastoncino di zucchero dall'albero e comincia a leccarlo.
"Non c'è di che.. avevo voglia di vedervi, ma da quest'anno mi limito al lavoro d'ufficio. Non sarei riuscito a passare a trovarvi. Ma come vedete, ho provveduto a portare voi da me! Che gioia! Mi sembra quasi sia Natale!!"
"Veramente lo è.." Ormai siamo ad un metro da lui e ci fa cenno di accomodarci su poltrone morbide e pacioccose.
"Si, è vero.. accidenti questo lavoro mi distrugge..." Perchè, l'alcool no?, penso guardandolo trangugiare un altro bicchiere. "La mia casa è cambiata. Mi ero rotto le p...le di vivere in quel buco, allora ho pensato di regalarmi un grattacielo. Quassù c'è il mio ufficio, sotto i miei appartamenti, poi quelli del personale.." lo interrompo. "Gli elfi?"
"Ah.. no, non uso più elfi per i giocattoli. I bambini sono diventati esigenti ed ho bisogno di manodopera qualificata. Per fortuna il buon dio ha inventato i cinesi.." Borbotta qualcosa e si riempie nuovamente il bicchiere. "...e sotto la fabbrica dove produciamo i giocattoli ed i doni."
"Quindi non sei tu che porti i doni ora?"
"No, non più. Li faccio portare da autisti pachistani con camion ed elicotteri. Raggiungere sei miliardi di persone è una faticaccia, credi a me.."
"Si, ci credo.." Si alza e viene dal nostro lato della scrivania, col bicchiere e la bottiglia in mano. Intanto noto che quello dietro di lui è una specie di acquario, non una vetrata che dà sull'esterno. E dentro ci sono delle renne che volano..
Lo indico "Quello li? Cos'è?"
"Oh, ti piace? A me molto!" Beve "Non sapevo cosa farmene delle renne, così.. li hanno tutto quello che gli serve. Spazio per volare, cibo, una tana.. E io posso vedermele tutte le volte che voglio. Meglio della TV."
Annuisco perplesso.
Non esiste più lo spirito natalizio di una volta.
L'elfo fa entrare me ed i gargoyles in un ascensore dalle porte rosse bordate di verde e ci porta ad un piano. La discesa è accompagnata da melodie natalizie che provengono da casse nascoste nelle pareti. Non sopporto le musichette di natale..
Le porte si aprono infinein una stanza enorme, illuminata da alberi di natale con le loro lucine colorate ed i festoni che riflettono le luci tutt'intorno.
Al lato opposto della stanza, dietro una scrivania, riconosco la figura del ciccione rossovestito. Dietro di lui delle vetrate da cui si vedono volare delle renne.
"Venite, venite avanti! Oh oh oh!" Urla come suo solito. Poi tracanna quello che ha nel bicchiere che regge in mano.
Attendiamo un cenno dell'elfo, ma quello rimane a tenerci aperte le porte dell'ascensore finchè non siamo usciti. Ci avviciniamo al ciccione, mentre quello si riempie un altro bicchiere.
"Ciao.. grazie dell'invito.. non mi aspettavo avessi una casa così.. e la tua stanza è molto più... grande.. della mia." Anche se preferisco la mia, ma questo non lo dico. I gargoyles si guardano intorno. Vedo con la coda dell'occhio uno di loro che stacca un bastoncino di zucchero dall'albero e comincia a leccarlo.
"Non c'è di che.. avevo voglia di vedervi, ma da quest'anno mi limito al lavoro d'ufficio. Non sarei riuscito a passare a trovarvi. Ma come vedete, ho provveduto a portare voi da me! Che gioia! Mi sembra quasi sia Natale!!"
"Veramente lo è.." Ormai siamo ad un metro da lui e ci fa cenno di accomodarci su poltrone morbide e pacioccose.
"Si, è vero.. accidenti questo lavoro mi distrugge..." Perchè, l'alcool no?, penso guardandolo trangugiare un altro bicchiere. "La mia casa è cambiata. Mi ero rotto le p...le di vivere in quel buco, allora ho pensato di regalarmi un grattacielo. Quassù c'è il mio ufficio, sotto i miei appartamenti, poi quelli del personale.." lo interrompo. "Gli elfi?"
"Ah.. no, non uso più elfi per i giocattoli. I bambini sono diventati esigenti ed ho bisogno di manodopera qualificata. Per fortuna il buon dio ha inventato i cinesi.." Borbotta qualcosa e si riempie nuovamente il bicchiere. "...e sotto la fabbrica dove produciamo i giocattoli ed i doni."
"Quindi non sei tu che porti i doni ora?"
"No, non più. Li faccio portare da autisti pachistani con camion ed elicotteri. Raggiungere sei miliardi di persone è una faticaccia, credi a me.."
"Si, ci credo.." Si alza e viene dal nostro lato della scrivania, col bicchiere e la bottiglia in mano. Intanto noto che quello dietro di lui è una specie di acquario, non una vetrata che dà sull'esterno. E dentro ci sono delle renne che volano..
Lo indico "Quello li? Cos'è?"
"Oh, ti piace? A me molto!" Beve "Non sapevo cosa farmene delle renne, così.. li hanno tutto quello che gli serve. Spazio per volare, cibo, una tana.. E io posso vedermele tutte le volte che voglio. Meglio della TV."
Annuisco perplesso.
Non esiste più lo spirito natalizio di una volta.
Thursday, December 24, 2009
NO-el
Ecco, come al solito, all'incirca una volta all'anno, il Ciccione rossovestito entra nella mia vita.
Questa volta, però non è venuto di persona, ha mandato un suo elfo, un bambino alto un metro e novanta con boccoli biondi ed occhi azzurri infilato in un aderente vestitino rosso e verde, con tanto di cappello a cono con pon pon bianco in cima (rivolta verso il basso come fosse depressa per l'occasione).
"Tutto bene?" chiedo all'elfo, vedendolo abbastanza infastidito.
"Si, certo." risponde laconico. "Se volesse salire sulla slitta..."
Insomma, sto elfo mi si è presentato alla finestra, tra l'altro bloccandomi la vista sul territorio innevato circostante, per portarmi un invito da parte del Ciccione a presentarmi presso la sede della sua impresa.
"Si, eccomi." Scavalco il davanzale e salgo sulla slitta. Carrozzeria metallica di rosso lucido, cromature sui pattini e sugli augelli di scarico, motore rumoroso sotto il cofano.. Assomiglia più ad una moto..
L'elfo si mette alla guida e parte a velocità incredibile.
"Accidenti, non ho salutato i gargoyles!" esclamo contro il vento che mi viene incontro.
"Non importa, puoi farlo adesso." La voce viene da dietro di me, dal ripiano di carico. Eccoli, i gargoyles sono li.. solo un gruppetto di loro, 5, conto, ma abbastanza.
"Ma voi che ci fate qui??"
"Abbiamo visto lo smilzo, abbiamo visto la.. 'slitta'.. e ci siamo detti che non potevamo non venire a salutare il panzone." risponde un altro.
"Avete avuto un bel pensiero, sicuramente gli farà piacere. Sicuri che non abbia nulla a che fare con lo spalare il ghiaccio dal tetto?"
Silenzio per qualche attimo, in cui i gargoyle si guardano a vicenda negli occhi.
"Sicuri. Il tetto lo stanno pulendo gli altri.."
"Ah, bene!" sorrido.
Il panorama sotto di noi cambia con una velocità impressionante, e presto si vedono solo foreste e neve, poi solo neve. Infine arriviamo in vista della nostra meta, un grattacielo grigio di.. non riesco a contare quanti.. piani, sul tetto del quale atterriamo, accanto ad un elicottero, guardacaso rosso.
Questa volta, però non è venuto di persona, ha mandato un suo elfo, un bambino alto un metro e novanta con boccoli biondi ed occhi azzurri infilato in un aderente vestitino rosso e verde, con tanto di cappello a cono con pon pon bianco in cima (rivolta verso il basso come fosse depressa per l'occasione).
"Tutto bene?" chiedo all'elfo, vedendolo abbastanza infastidito.
"Si, certo." risponde laconico. "Se volesse salire sulla slitta..."
Insomma, sto elfo mi si è presentato alla finestra, tra l'altro bloccandomi la vista sul territorio innevato circostante, per portarmi un invito da parte del Ciccione a presentarmi presso la sede della sua impresa.
"Si, eccomi." Scavalco il davanzale e salgo sulla slitta. Carrozzeria metallica di rosso lucido, cromature sui pattini e sugli augelli di scarico, motore rumoroso sotto il cofano.. Assomiglia più ad una moto..
L'elfo si mette alla guida e parte a velocità incredibile.
"Accidenti, non ho salutato i gargoyles!" esclamo contro il vento che mi viene incontro.
"Non importa, puoi farlo adesso." La voce viene da dietro di me, dal ripiano di carico. Eccoli, i gargoyles sono li.. solo un gruppetto di loro, 5, conto, ma abbastanza.
"Ma voi che ci fate qui??"
"Abbiamo visto lo smilzo, abbiamo visto la.. 'slitta'.. e ci siamo detti che non potevamo non venire a salutare il panzone." risponde un altro.
"Avete avuto un bel pensiero, sicuramente gli farà piacere. Sicuri che non abbia nulla a che fare con lo spalare il ghiaccio dal tetto?"
Silenzio per qualche attimo, in cui i gargoyle si guardano a vicenda negli occhi.
"Sicuri. Il tetto lo stanno pulendo gli altri.."
"Ah, bene!" sorrido.
Il panorama sotto di noi cambia con una velocità impressionante, e presto si vedono solo foreste e neve, poi solo neve. Infine arriviamo in vista della nostra meta, un grattacielo grigio di.. non riesco a contare quanti.. piani, sul tetto del quale atterriamo, accanto ad un elicottero, guardacaso rosso.
Thursday, November 12, 2009
OutSideIn
Era una notte buia e tempestosa..
beh, qualche giorno fa, ora direi che è piuttosto serena, anche se fredda.
Resto sul davanzale a guardare il solito panorama, che tanto cambia sempre quindi non è mai solito solito. Sul tetto i Gargoyles stanno giocando a canasta senza conoscerne le regole: hanno detto che gli piaceva il nome del gioco.. pronostico che presto cominceranno a tirar dei sassi alle carte.
Che poi mi hanno anche invitato a giocare, ma non sarebbe stato leale.. troppo facile vincere quando sei l'unico che sa giocare.. e quindi nisba.
Ma non è che mi dispiaccia. C'è poca luna, qualche stella, ma il paesaggio è illuminato a sufficienza perchè l'immaginazione possa completare il disegno che il lieve chiarore accenna. E poi, quando c'è poco da guardare fuori, non rimane che guardare dentro.. di se intendo. Ma non mi sto perdendo niente. Scrivo queste righe approfittando della pubblicità.
beh, qualche giorno fa, ora direi che è piuttosto serena, anche se fredda.
Resto sul davanzale a guardare il solito panorama, che tanto cambia sempre quindi non è mai solito solito. Sul tetto i Gargoyles stanno giocando a canasta senza conoscerne le regole: hanno detto che gli piaceva il nome del gioco.. pronostico che presto cominceranno a tirar dei sassi alle carte.
Che poi mi hanno anche invitato a giocare, ma non sarebbe stato leale.. troppo facile vincere quando sei l'unico che sa giocare.. e quindi nisba.
Ma non è che mi dispiaccia. C'è poca luna, qualche stella, ma il paesaggio è illuminato a sufficienza perchè l'immaginazione possa completare il disegno che il lieve chiarore accenna. E poi, quando c'è poco da guardare fuori, non rimane che guardare dentro.. di se intendo. Ma non mi sto perdendo niente. Scrivo queste righe approfittando della pubblicità.
Tuesday, November 10, 2009
DooRoNTHEwalL
Ci sono muri e muri, penso fissando il muro.
Alcuni servono a tenere dentro, altri a tenere fuori, altri sono utili per scrivere o dipingere, altri ancora sono più utili quando non ci sono più.. come alcune persone..
Io i muri li uso per tenerci appoggiati gli oggetti e le cose di casa, se no non saprei dove metterli. Tipo il frigo.. mica posso lasciarlo al centro della stanza, mi serve un muro per mettercelo contro.
Poi i muri mi servono per i gargoyle, quando perdo la pazienza ho bisogno di un muro contro cui sbattere la testa..
..per che altro?
Ecco, i muri sono noiosi. Sempre le stesse linee che si ripetono con minime variazioni assolutamente poco interessanti. E poi ce ne sono pochi, solo 4, ma non so se sia un bene od un male.. Se fossero di più sarebbe sicuramente peggio. Troppi muri nella stanza e non ci sarebbe più spazio per me e le mie cose. No, cacciato dalla mia stanza da dei muri proprio no.
No, non uso muri per tenere dentro qualcosa.. dentro ci sono solo io.. ne per tenere fuori qualcosa.
Per quello c'è già la porta.
Alcuni servono a tenere dentro, altri a tenere fuori, altri sono utili per scrivere o dipingere, altri ancora sono più utili quando non ci sono più.. come alcune persone..
Io i muri li uso per tenerci appoggiati gli oggetti e le cose di casa, se no non saprei dove metterli. Tipo il frigo.. mica posso lasciarlo al centro della stanza, mi serve un muro per mettercelo contro.
Poi i muri mi servono per i gargoyle, quando perdo la pazienza ho bisogno di un muro contro cui sbattere la testa..
..per che altro?
Ecco, i muri sono noiosi. Sempre le stesse linee che si ripetono con minime variazioni assolutamente poco interessanti. E poi ce ne sono pochi, solo 4, ma non so se sia un bene od un male.. Se fossero di più sarebbe sicuramente peggio. Troppi muri nella stanza e non ci sarebbe più spazio per me e le mie cose. No, cacciato dalla mia stanza da dei muri proprio no.
No, non uso muri per tenere dentro qualcosa.. dentro ci sono solo io.. ne per tenere fuori qualcosa.
Per quello c'è già la porta.
Thursday, October 29, 2009
....TiMe (nEvEr) carEs juSt wHat (We) Do...
L'altra mattina stavo facendo un po di cose nella mia stanza.. Tipo pensare a come spostare i mobili e a come disporli.. poi, considerando meglio, ho desistito, non sapendo dove altro spostarli. In fondo sarebbero rimasti sempre dentro la stanza, non potevo certo metterli fuori dalla finestra..
Poi, ho badato al giardinetto, ai fiori, ho spazzato il soffitto, stirato le nuvole, steso il fiume ad asciugare, cucinato il profumo di verde intenso con contorno di la bemolle per pranzo.. beh, insomma, la lista è lunga..
E proprio mentre stavo preparando il pranzo è giunta sera.. il pranzo era passato. Allora ho deciso di cucinare per cena la stessa cosa che stavo preparando per pranzo.. pranzo e cena le stesse cose ogni tanto toccano, se avanzano..
Comunque mentre cucinavo, pensavo che davvero il tempo se ne frega, non si cura mai di quello che facciamo. Passa e va, scorre, fugge, come se lui fosse la cosa più importante dell'universo. Allora ho deciso: da oggi niente più orologi nella stanza, non voglio che il tempo, passando di qua, creda che in qualche modo gli do importanza..
Poi, ho badato al giardinetto, ai fiori, ho spazzato il soffitto, stirato le nuvole, steso il fiume ad asciugare, cucinato il profumo di verde intenso con contorno di la bemolle per pranzo.. beh, insomma, la lista è lunga..
E proprio mentre stavo preparando il pranzo è giunta sera.. il pranzo era passato. Allora ho deciso di cucinare per cena la stessa cosa che stavo preparando per pranzo.. pranzo e cena le stesse cose ogni tanto toccano, se avanzano..
Comunque mentre cucinavo, pensavo che davvero il tempo se ne frega, non si cura mai di quello che facciamo. Passa e va, scorre, fugge, come se lui fosse la cosa più importante dell'universo. Allora ho deciso: da oggi niente più orologi nella stanza, non voglio che il tempo, passando di qua, creda che in qualche modo gli do importanza..
Sunday, October 11, 2009
F(u)Ga disPEratA
Alzo gli occhi dal libro che sto leggendo, le voci dei gargoyles mi tolgono la concentrazione. Non che stessi andando molto in la con la lettura, sono solo alla copertina e già sono stanco.. Mi affaccio e caccio un urlo ai miei amici di pietra.
"Nulla, stavamo facendo il tifo. C'è un tipo che corre laggiù, inseguito da altri tipi.. abbiamo scommesso i prossimi turni di lavoro su chi vince."
"Ma voi non avete turni di lavoro, come fate a scommetterli?"
"Beh, non abbiamo nient'altro se è per questo.."
In effetti, cosa possono scommettere tra di loro dei gargoyle che stanno sul tetto di un edificio?
"Attenzione! E' inciampato!"
"No!!!"
"Rialzati, corri!"
"Dai che lo prendono."
Da incitamenti come questi è condito il mio arrampicarmi sul tetto dell'edificio. Quando arrivo su mi avvicino al gruppetto dei gargoyle ed aguzzo la vista.
Ed eccolo la, lo vedo anche io. Un uomo, evidentemente un uomo, sta correndo su per il crinale della collina, piegato in avanti ed aiutandosi con le mani a salire.
Dietro di lui altri uomini..
Fisso il singolo ed il gruppetto alternativamente, cerco di focalizzarmi.. Accidenti, sono gemelli! Sono tutti uguali!
"Accidenti! Sono gemelli! Sono uguali!"
"Si, ma non del tutto. Vedi quello che sta davanti? sembra più vecchio di alcuni nel gruppo che gli stanno dietro.. ma a parte questo si assomigliano molto. Devono essere fratelli."
Intanto il tipo giunge in cima alla collina e temporeggia riprendendo fiato, continua ad avanzare ma senza correre, alzando stancamente un piede dopo l'altro..
Ed ecco che quelli dietro di lui lo raggiungono, gli si fanno intorno e poi.. spariscono. Letteralmente, improvvisamene, senza lasciare traccia.
Vedo l'uomo cadere sulle ginocchia, le braccia abbandonate ai suoi fianchi, poi comincia a piangere e con le mani si copre gli occhi mentre singhiozza.
"Vinto!"
"Tutta fortuna!"
"Yeah! Ora pagate!"
"Se, tanto ci rifacciamo alla prossima!"
I gargoyle si allontanano, non più interessati allo spettacolo che ormai ha deciso vinti e vincitori.
L'uomo si rialza e si allontana lungo una strada, sempre singhiozzando, ed io capisco.
Capisco tutto in un istante, e capisco che non poteva vincere.
Quell'uomo ha provato a scappare dai propri ricordi, ma non è arrivato molto lontano. Loro l'avrebbero raggiunto comunque perchè sono parte di lui, loro sono ciò che lui è.
Non si può fuggire da se stessi.
"Nulla, stavamo facendo il tifo. C'è un tipo che corre laggiù, inseguito da altri tipi.. abbiamo scommesso i prossimi turni di lavoro su chi vince."
"Ma voi non avete turni di lavoro, come fate a scommetterli?"
"Beh, non abbiamo nient'altro se è per questo.."
In effetti, cosa possono scommettere tra di loro dei gargoyle che stanno sul tetto di un edificio?
"Attenzione! E' inciampato!"
"No!!!"
"Rialzati, corri!"
"Dai che lo prendono."
Da incitamenti come questi è condito il mio arrampicarmi sul tetto dell'edificio. Quando arrivo su mi avvicino al gruppetto dei gargoyle ed aguzzo la vista.
Ed eccolo la, lo vedo anche io. Un uomo, evidentemente un uomo, sta correndo su per il crinale della collina, piegato in avanti ed aiutandosi con le mani a salire.
Dietro di lui altri uomini..
Fisso il singolo ed il gruppetto alternativamente, cerco di focalizzarmi.. Accidenti, sono gemelli! Sono tutti uguali!
"Accidenti! Sono gemelli! Sono uguali!"
"Si, ma non del tutto. Vedi quello che sta davanti? sembra più vecchio di alcuni nel gruppo che gli stanno dietro.. ma a parte questo si assomigliano molto. Devono essere fratelli."
Intanto il tipo giunge in cima alla collina e temporeggia riprendendo fiato, continua ad avanzare ma senza correre, alzando stancamente un piede dopo l'altro..
Ed ecco che quelli dietro di lui lo raggiungono, gli si fanno intorno e poi.. spariscono. Letteralmente, improvvisamene, senza lasciare traccia.
Vedo l'uomo cadere sulle ginocchia, le braccia abbandonate ai suoi fianchi, poi comincia a piangere e con le mani si copre gli occhi mentre singhiozza.
"Vinto!"
"Tutta fortuna!"
"Yeah! Ora pagate!"
"Se, tanto ci rifacciamo alla prossima!"
I gargoyle si allontanano, non più interessati allo spettacolo che ormai ha deciso vinti e vincitori.
L'uomo si rialza e si allontana lungo una strada, sempre singhiozzando, ed io capisco.
Capisco tutto in un istante, e capisco che non poteva vincere.
Quell'uomo ha provato a scappare dai propri ricordi, ma non è arrivato molto lontano. Loro l'avrebbero raggiunto comunque perchè sono parte di lui, loro sono ciò che lui è.
Non si può fuggire da se stessi.
Monday, May 04, 2009
Vol(E)re Vol(A)re
Guardo le montagne.
C'è neve sulle cime, l'ultima. In alcuni punti copre una neve precedente che appare a sprazzi come una macchia gialla, tra il nero della vegetazione folta ed il grigio delle rocce.
Il cielo è limpido, soffia una leggera ma potente brezza.
La giornata giusta per volare, se solo si riuscisse a farlo.
Riporto lo sguardo verso terra e rincontro gli occhi del Miaoestro di volo Zorba sull'orlo del collasso nervoso; i gargoyles non hanno avuto molto successo nei loro tentativi. Ora sono sui cornicioni che continuano a tentare.
Il ciccione rosso è completamente sbronzo praticamente in coma in un angolo.
I resti di una mucca e di un asino giacciono sparsi a terra sotto di noi, subito sotto le mura dell'edificio.
Davvero una bella giornata.
"Senti, non è che potremmo fare basta?"
Il Miaoestro non risponde, allora il gargoyle guarda me
"Tu che dici?"
"Mah, secondo me siete proprio negati, a voler essere assolutamente sinceri.."
"SI! Siete NEGATISSIMI! Nemmeno con i castori ho avuto le stesse difficoltà!! Fatemi andare via, non ce la faccio PIUUUUUUU'!!!!!!!"
E' così agitato che si scorda pure di miagolare le parole e le pronuncia urlando ma in maniera corretta. Poi con un ultimo urlo si getta oltre il parapetto e vola via. Giurerei che stesse piangendo.
"E ora?" Mi chiede un altro gargoyle.
"Beh, le basi le avete" dico io. "Forse è ora di buttare giù un po di quella pancetta di pietra che vi ritrovate. Magari se foste più leggeri ed aerodinamici riuscireste a volare meglio.."
"Si, e cosa proponi? Corsa per tutti?"
"Certo!"
Ok, avete mai visto un gruppo di gargoyle del peso medio di 200Kg di pietra ognuno in fila e correre per smaltire la pancia?
Io nemmeno, e non credo li vedrò mai.. La mia proposta viene bocciata da un sonoro vattequalcosa pronunciato in coro ed ognuno torna a farsi i fatti propri.
Peccato, sarebbe stato uno spettacolo.
Come uno spettacolo sono queste montagne circondate da piccole nuvole assolutamente candide, appena sfiorate da un venticello leggero. Sospiro, è quasi ora di tornare in stanza per la cena..
C'è neve sulle cime, l'ultima. In alcuni punti copre una neve precedente che appare a sprazzi come una macchia gialla, tra il nero della vegetazione folta ed il grigio delle rocce.
Il cielo è limpido, soffia una leggera ma potente brezza.
La giornata giusta per volare, se solo si riuscisse a farlo.
Riporto lo sguardo verso terra e rincontro gli occhi del Miaoestro di volo Zorba sull'orlo del collasso nervoso; i gargoyles non hanno avuto molto successo nei loro tentativi. Ora sono sui cornicioni che continuano a tentare.
Il ciccione rosso è completamente sbronzo praticamente in coma in un angolo.
I resti di una mucca e di un asino giacciono sparsi a terra sotto di noi, subito sotto le mura dell'edificio.
Davvero una bella giornata.
"Senti, non è che potremmo fare basta?"
Il Miaoestro non risponde, allora il gargoyle guarda me
"Tu che dici?"
"Mah, secondo me siete proprio negati, a voler essere assolutamente sinceri.."
"SI! Siete NEGATISSIMI! Nemmeno con i castori ho avuto le stesse difficoltà!! Fatemi andare via, non ce la faccio PIUUUUUUU'!!!!!!!"
E' così agitato che si scorda pure di miagolare le parole e le pronuncia urlando ma in maniera corretta. Poi con un ultimo urlo si getta oltre il parapetto e vola via. Giurerei che stesse piangendo.
"E ora?" Mi chiede un altro gargoyle.
"Beh, le basi le avete" dico io. "Forse è ora di buttare giù un po di quella pancetta di pietra che vi ritrovate. Magari se foste più leggeri ed aerodinamici riuscireste a volare meglio.."
"Si, e cosa proponi? Corsa per tutti?"
"Certo!"
Ok, avete mai visto un gruppo di gargoyle del peso medio di 200Kg di pietra ognuno in fila e correre per smaltire la pancia?
Io nemmeno, e non credo li vedrò mai.. La mia proposta viene bocciata da un sonoro vattequalcosa pronunciato in coro ed ognuno torna a farsi i fatti propri.
Peccato, sarebbe stato uno spettacolo.
Come uno spettacolo sono queste montagne circondate da piccole nuvole assolutamente candide, appena sfiorate da un venticello leggero. Sospiro, è quasi ora di tornare in stanza per la cena..
Thursday, February 26, 2009
S(c)I volA
"Non cosìmiaao! Leggero! L'aria è un fluido, come l'acqua. Devi galleggiarci dentro. Se ti butti in miiaaaaooniera pesante, cadrai sempre.. Piuttosto, sei tutto intero?"
"Mmmfhh hfffcccc!" Che, se il gargoyle togliesse la testa da dentro la terra, suonerebbe all'incirca... no, meglio non riportarlo.
Non stanno andando granchè bene i primi tentativi. Il ciccione è sempre sbronzo da una parte, non si è ancora lanciato. Per ora stanno provando i gargoyles.
"Forza, tocca a temiaaaoo."
"Mah.. non ne sono proprio sicuro.."
"Miiiaaao si che lo sei! Avanti, è semplice. Ricordati i passi che ti ho detto.."
Che sarebbero:
1) Svuotare la mente - non troppo difficile per i gargoyle. Sono tutta pietra, ma la loro testa è vuota da sempre.
2) Pensare a cose piacevoli - dipende dai momenti. A volte è più facile di altre.
3) Una volta in aria, pensare che non si sta cadendo, ma galleggiando. In questo modo, se la vostra convinzione sarà abbastanza forte, anche l'aria si convincerà di questo, in fondo è un elemento ragionevole, e riuscirete a volare. Ecco, magari all'inizio anche solo a fluttuare, ma sarebbe già qualcosa.
Da quello che ho capito fin'ora, la parte più difficile è convincere l'aria, che non è poi così ragionevole. Il ciccione parla anche della gravità della situazione, ma a parte alcune cadute serie, non mi sembra che le condizioni dei gargoyle siano così gravi.
"Va bene. Passiamo ai due animali dell'uomo in rosso..." poi sento che borbotta qualcosa ma non ho capito bene..
Li porto io verso il bordo. Il Maestro Zorba li guarda, scuote la testa, poi sussurra loro qualcosa nell'orecchio. Dopodichè li aggira, mettendosi dietro di loro, estrae un singolo artiglio da ciascuna delle sue zampe e punge le terga di entrambi gli animali.
Il decollo è stato fantastico, praticamente perfetto. L'atterraggio è migliorabile. Quello che ci sta in mezzo.. mah..
"Mmmfhh hfffcccc!" Che, se il gargoyle togliesse la testa da dentro la terra, suonerebbe all'incirca... no, meglio non riportarlo.
Non stanno andando granchè bene i primi tentativi. Il ciccione è sempre sbronzo da una parte, non si è ancora lanciato. Per ora stanno provando i gargoyles.
"Forza, tocca a temiaaaoo."
"Mah.. non ne sono proprio sicuro.."
"Miiiaaao si che lo sei! Avanti, è semplice. Ricordati i passi che ti ho detto.."
Che sarebbero:
1) Svuotare la mente - non troppo difficile per i gargoyle. Sono tutta pietra, ma la loro testa è vuota da sempre.
2) Pensare a cose piacevoli - dipende dai momenti. A volte è più facile di altre.
3) Una volta in aria, pensare che non si sta cadendo, ma galleggiando. In questo modo, se la vostra convinzione sarà abbastanza forte, anche l'aria si convincerà di questo, in fondo è un elemento ragionevole, e riuscirete a volare. Ecco, magari all'inizio anche solo a fluttuare, ma sarebbe già qualcosa.
Da quello che ho capito fin'ora, la parte più difficile è convincere l'aria, che non è poi così ragionevole. Il ciccione parla anche della gravità della situazione, ma a parte alcune cadute serie, non mi sembra che le condizioni dei gargoyle siano così gravi.
"Va bene. Passiamo ai due animali dell'uomo in rosso..." poi sento che borbotta qualcosa ma non ho capito bene..
Li porto io verso il bordo. Il Maestro Zorba li guarda, scuote la testa, poi sussurra loro qualcosa nell'orecchio. Dopodichè li aggira, mettendosi dietro di loro, estrae un singolo artiglio da ciascuna delle sue zampe e punge le terga di entrambi gli animali.
Il decollo è stato fantastico, praticamente perfetto. L'atterraggio è migliorabile. Quello che ci sta in mezzo.. mah..
Monday, January 26, 2009
PluVius InV..Hib..Hibern..aTuS?
"Bene, ci siamo tutti?"
Domanda inutile, ci siamo solo noi, ma qualcosa dovevo pur dire per rompere il ghiaccio.
Piove, accidenti, e fa freddo. Ma se non cominciamo mai, non finiremo mai. Inoltre il ciccione deve tornare a casa sua a lavorare. E' proprio a lui che faccio la prima domanda.
"Allora, hai trovato le renne?"
"Uh.. A dire il vero no.." almeno è sobrio, noto "..dopo le festività gli unici animali che sono riuscito a trovare sono una mucca ed un asino..Erano in offerta."
"Beh, immagino che siano affari tuoi da cosa vuoi farti trainare la slitta.. dove sono ora?"
"Qui sotto. Li ho lasciati nell'aiuola a brucare."
"L'aiuo.. Quale aiuola?? Quella dei fiori????"
"Uh..credo di si.. c'erano queste piante colorate..sembravano buone, spine a parte."
Non mi arrabbio facilmente ma.."..MA ACCIDENTI A TE! QUELLE ERANO LE MIE ROSE!!!"
"Dai, non arrabbiarti.. è scemo poverino.."
"Ma che devo dirti? Da me è tutto bianco, non ci sono quelle.. cose..E poi non c'è un cartello con su scritto: non brucare. Erano importanti?"
Ci penso un attimo, poi rispondo. "No, solo ho impiegato molto tempo a farle crescere. Suppongo di poterne impiegare altrettanto. Dai, fai salire le bestie che cominciamo. Maestro Zorba, lei è pronto?"
Avete mai visto un gatto con impiermeabile a bavero alto ed ombrello in zampa? Ecco, ora potete vederlo.
"Miaaaa certo che sono pronto. E vediamo di finire in fretta che ho una scuola di volo da mandare avanti!"
Credo che ancora non gli sia andata giù la storia del rapimento. Per fortuna ha accettato di insegnare a volare ai gargoyles..
Intanto i gargoyles hanno tirato su gli animali.. e la mucca non è una mucca.. è un bue. Bisogna essere precisi.
Quando sono tutti pronti, attenti e in attesa, Zorba prende la parola.
"Bene, cominciamo.."
Domanda inutile, ci siamo solo noi, ma qualcosa dovevo pur dire per rompere il ghiaccio.
Piove, accidenti, e fa freddo. Ma se non cominciamo mai, non finiremo mai. Inoltre il ciccione deve tornare a casa sua a lavorare. E' proprio a lui che faccio la prima domanda.
"Allora, hai trovato le renne?"
"Uh.. A dire il vero no.." almeno è sobrio, noto "..dopo le festività gli unici animali che sono riuscito a trovare sono una mucca ed un asino..Erano in offerta."
"Beh, immagino che siano affari tuoi da cosa vuoi farti trainare la slitta.. dove sono ora?"
"Qui sotto. Li ho lasciati nell'aiuola a brucare."
"L'aiuo.. Quale aiuola?? Quella dei fiori????"
"Uh..credo di si.. c'erano queste piante colorate..sembravano buone, spine a parte."
Non mi arrabbio facilmente ma.."..MA ACCIDENTI A TE! QUELLE ERANO LE MIE ROSE!!!"
"Dai, non arrabbiarti.. è scemo poverino.."
"Ma che devo dirti? Da me è tutto bianco, non ci sono quelle.. cose..E poi non c'è un cartello con su scritto: non brucare. Erano importanti?"
Ci penso un attimo, poi rispondo. "No, solo ho impiegato molto tempo a farle crescere. Suppongo di poterne impiegare altrettanto. Dai, fai salire le bestie che cominciamo. Maestro Zorba, lei è pronto?"
Avete mai visto un gatto con impiermeabile a bavero alto ed ombrello in zampa? Ecco, ora potete vederlo.
"Miaaaa certo che sono pronto. E vediamo di finire in fretta che ho una scuola di volo da mandare avanti!"
Credo che ancora non gli sia andata giù la storia del rapimento. Per fortuna ha accettato di insegnare a volare ai gargoyles..
Intanto i gargoyles hanno tirato su gli animali.. e la mucca non è una mucca.. è un bue. Bisogna essere precisi.
Quando sono tutti pronti, attenti e in attesa, Zorba prende la parola.
"Bene, cominciamo.."
Thursday, January 08, 2009
sfoGO
"...E così me l'hanno arrestato per guida in stato d'ebbrezza.. Ma Cristosanto, scusa l'omotatia, sai quante volte gliel'ho detto di stare attento? L'ultima volta me l'hanno messo in croce per un bacio omosessuale in pubblico, ora per questo.. Ma sai che roba.. 'Questo è il mio sangue' eccetera. Ci credo che è il suo sangue, con tutto quello che beve, ha alcool nelle vene."
Smette di raccontare e nasconde il viso tra le mani.
"Mi dispiace.. Quanto starà dentro?"
"Non lo so.. Ha la prima udienza domani.. Il Giudice è Pilato, di nuovo.. Che vedendo la fedina penale di mio figlio, non potrà fare altro che convalidare l'arresto e tenerlo dentro finchè non avrà 80 anni.." sospira. "Ma ti pare che a 30 anni suonati, debba essere ancora così scemo??"
"Guarda, ne conosco un altro che guida sempre in stato d'ebbrezza, ma non lo prendono mai. Anzi, presto dovrà venire qui per prendere lezioni di volo.."
"E questo dovrebbe farmi stare meglio o risolvere i miei problemi?"
Ci penso su. "Effettivamente no. Però era per chiacchierare.."
"..E chi sarebbe questo?"
"Si chiama Nicola, o Claus.. dipende da come si sveglia o da quanto beve.. è sempre vestito di rosso e guida una slitta trainata da renne volanti."
Mi guarda stupefatto.
"Sicuro di non essere tu quello che ha bevuto?"
"Guarda, se ripassi di qui può darsi che tu lo veda.. Di solito passa in inverno."
"Ok. Senti, è meglio che vada. Il letto è a posto."
"Bene. Grazie! Per fortuna c'è qualche falegname ancora disponibile al giorno d'oggi."
"Ah. Ma mi sa che sono l'ultimo.. Mio figlio si è messo in testa di fare il predicatore.. "
"Auguri a lui allora. Avrà bisogno di un bel po di fortuna.."
"Non ho parole.. Dai, vado. Chiamami se hai bisogno ancora."
"Sicuro, grazie mille Giuseppe!"
"No, grazie a te per lo sfogo."
Smette di raccontare e nasconde il viso tra le mani.
"Mi dispiace.. Quanto starà dentro?"
"Non lo so.. Ha la prima udienza domani.. Il Giudice è Pilato, di nuovo.. Che vedendo la fedina penale di mio figlio, non potrà fare altro che convalidare l'arresto e tenerlo dentro finchè non avrà 80 anni.." sospira. "Ma ti pare che a 30 anni suonati, debba essere ancora così scemo??"
"Guarda, ne conosco un altro che guida sempre in stato d'ebbrezza, ma non lo prendono mai. Anzi, presto dovrà venire qui per prendere lezioni di volo.."
"E questo dovrebbe farmi stare meglio o risolvere i miei problemi?"
Ci penso su. "Effettivamente no. Però era per chiacchierare.."
"..E chi sarebbe questo?"
"Si chiama Nicola, o Claus.. dipende da come si sveglia o da quanto beve.. è sempre vestito di rosso e guida una slitta trainata da renne volanti."
Mi guarda stupefatto.
"Sicuro di non essere tu quello che ha bevuto?"
"Guarda, se ripassi di qui può darsi che tu lo veda.. Di solito passa in inverno."
"Ok. Senti, è meglio che vada. Il letto è a posto."
"Bene. Grazie! Per fortuna c'è qualche falegname ancora disponibile al giorno d'oggi."
"Ah. Ma mi sa che sono l'ultimo.. Mio figlio si è messo in testa di fare il predicatore.. "
"Auguri a lui allora. Avrà bisogno di un bel po di fortuna.."
"Non ho parole.. Dai, vado. Chiamami se hai bisogno ancora."
"Sicuro, grazie mille Giuseppe!"
"No, grazie a te per lo sfogo."
Thursday, December 25, 2008
Na7AlhE
"MAPPORCADIQUELLAPUTTAAAAAAAHHHHH!!!!"
Apro gli occhi a questa strana sveglia prima che un grosso proiettile rosso piombi dentro la finestra e finisca contro il mio letto, travolgendo tutto quello che c'è nella stanza.
"Buohn-giohnoawwnn" dico sbadigliando. Poi abbasso gli occhi e vedo il ciccione rossovestito piantato con la testa sotto il letto, il suo grosso culo uscito parzialmente dai pantaloni.
Ok, penso, devo alzarmi per forza.
Mi stiracchio, scendo dal letto e lo tiro fuori da sotto.
"Ahhhh... che wolo.. hic!"
La puzza di alcool mi spiega molto di quello che è successo..
"Shcusa, mi guardereshti la shlitta? E' rimasta fu.. hic.. ri dalla fineshtra."
Mi affaccio e immediatamente distolgo lo sguardo dal disastro sottostante.. ci vorrà un sacco per pulire.. tutto quel sangue..
"Sai, Babbo, mi sa che dovrai chiamare un taxi.. c'è rimasto davvero poco della slitta.. e pure delle renne.." Chissà a che velocità stava andando.
"Mapporcamad... hic.. cheppalle.."
Intanto l'ho aiutato ad alzarsi, e sebbene il suo equilibrio sia ancora instabile, riesce a mantenere una postura eretta.
"Le renne.. kaputt.. Ho bisogno di renne. RENNE!"
"Ci pensiamo dopo alle renne.. Ora vieni, siediti e prendi qualcosa di caldo".
"Ahh.. ho io quello che se.. hic.. ve" e dicendo questo tira fuori una fiachetta metallica dall'interno della giacca. "Ecco! Questa!"
"Ancora alcool?"
"Nooo! Meglio! Piscio di renna!!"
"Eh, ma sei scemo??"
"Noo.. hic.. fidati!! E' stracosmica!!"
Non è che mi attiri proprio consumare pipì di renna di prima mattina..
"Guarda, passo per ora.. intanto pensiamo a come fare per rimandarti a casa.."
Apro gli occhi a questa strana sveglia prima che un grosso proiettile rosso piombi dentro la finestra e finisca contro il mio letto, travolgendo tutto quello che c'è nella stanza.
"Buohn-giohnoawwnn" dico sbadigliando. Poi abbasso gli occhi e vedo il ciccione rossovestito piantato con la testa sotto il letto, il suo grosso culo uscito parzialmente dai pantaloni.
Ok, penso, devo alzarmi per forza.
Mi stiracchio, scendo dal letto e lo tiro fuori da sotto.
"Ahhhh... che wolo.. hic!"
La puzza di alcool mi spiega molto di quello che è successo..
"Shcusa, mi guardereshti la shlitta? E' rimasta fu.. hic.. ri dalla fineshtra."
Mi affaccio e immediatamente distolgo lo sguardo dal disastro sottostante.. ci vorrà un sacco per pulire.. tutto quel sangue..
"Sai, Babbo, mi sa che dovrai chiamare un taxi.. c'è rimasto davvero poco della slitta.. e pure delle renne.." Chissà a che velocità stava andando.
"Mapporcamad... hic.. cheppalle.."
Intanto l'ho aiutato ad alzarsi, e sebbene il suo equilibrio sia ancora instabile, riesce a mantenere una postura eretta.
"Le renne.. kaputt.. Ho bisogno di renne. RENNE!"
"Ci pensiamo dopo alle renne.. Ora vieni, siediti e prendi qualcosa di caldo".
"Ahh.. ho io quello che se.. hic.. ve" e dicendo questo tira fuori una fiachetta metallica dall'interno della giacca. "Ecco! Questa!"
"Ancora alcool?"
"Nooo! Meglio! Piscio di renna!!"
"Eh, ma sei scemo??"
"Noo.. hic.. fidati!! E' stracosmica!!"
Non è che mi attiri proprio consumare pipì di renna di prima mattina..
"Guarda, passo per ora.. intanto pensiamo a come fare per rimandarti a casa.."
Tuesday, December 23, 2008
Meglio SOLE che male accompagnate
Ce l'ho col sole ultimamente.
Sarà che si vede poco in questi giorni, sempre coperto o dalle nuvole che portano pioggia o dalla nebbia.
Sarà che non riesco a trovare il sole nemmeno dentro la stanza, non so più dove l'ho messo..
Ho spostato la bolla del pesce solubile, il frigo, il forno, i mobili, gli immobili no perchè non si spostano. Insomma, alla fine non ricordavo più dove stavano tutte ste cose e ho rifatto la stanza da capo. Più o meno è tutto come prima.. credo.. boh? Cioè, no, dopo che le muovi, le cose non sono più come prima, anche se cerchi di rimetterle a posto esattamente come prima che le spostassi.. Accidenti quanta roba avevo.. Qualcosa ho dovuto eliminarlo, non c'era più spazio..
E' incredibile come la stanza sembri più piccola.. o è la vita che è sempre più piccola di quello che ci capita?
Comunque il sole non si trova.. Continuo a cercarlo.
Ogni tanto un raggio o due spuntano dalle nubi, proiettano luce, ma è solo un'illusione, nel giro di pochi secondi rispariscono. Ho provato a chiudere la finestra dopo che erano entrati, ma sono stati più veloci di me a tornare indietro.. e credo mi abbiano anche fatto qualche gestaccio mentre si allontanavano. I raggi solari intendo.
Ancora, del sole, nemmeno l'ombra..
Sarà che si vede poco in questi giorni, sempre coperto o dalle nuvole che portano pioggia o dalla nebbia.
Sarà che non riesco a trovare il sole nemmeno dentro la stanza, non so più dove l'ho messo..
Ho spostato la bolla del pesce solubile, il frigo, il forno, i mobili, gli immobili no perchè non si spostano. Insomma, alla fine non ricordavo più dove stavano tutte ste cose e ho rifatto la stanza da capo. Più o meno è tutto come prima.. credo.. boh? Cioè, no, dopo che le muovi, le cose non sono più come prima, anche se cerchi di rimetterle a posto esattamente come prima che le spostassi.. Accidenti quanta roba avevo.. Qualcosa ho dovuto eliminarlo, non c'era più spazio..
E' incredibile come la stanza sembri più piccola.. o è la vita che è sempre più piccola di quello che ci capita?
Comunque il sole non si trova.. Continuo a cercarlo.
Ogni tanto un raggio o due spuntano dalle nubi, proiettano luce, ma è solo un'illusione, nel giro di pochi secondi rispariscono. Ho provato a chiudere la finestra dopo che erano entrati, ma sono stati più veloci di me a tornare indietro.. e credo mi abbiano anche fatto qualche gestaccio mentre si allontanavano. I raggi solari intendo.
Ancora, del sole, nemmeno l'ombra..
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